www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 15 febbraio 2026

di Massimo Boccucci

Ci eravamo innamorati delle medaglie e proprio nel giorno di San Valentino siamo rimasti senza, anche se il medagliere continua a sorriderci perché siamo sempre al 2° posto con 18 podi, di cui 6 d’oro, 3 d’argento e 9 di bronzo, dietro la Norvegia. I rimpianti ieri ci sono stati. Soprattutto nel biathlon, con la Sprint che ci ha dato solo il 5° posto di Lisa Vittozzi, che oggi ci riproverà.

Sarà una domenica per cuori forti quella odierna, perché è in programma il gigante femminile a Cortina, con la prima manche alle 10 e la seconda alle 13.30. Federica Brignone, Sofia Goggia, Lara Dalla Mea e Asja Zenere sono le 4 azzurre scelte dal direttore tecnico Gianluca Rulfi per sognare ancora, dopo la medaglia di bronzo di Goggia in discesa e lo storico oro di Brignone in supergigante.

Brignone si ripropone dopo aver risolto il lungo infortunio alla gamba sinistra e aver disputato una sola gara di gigante in Coppa del Mondo, a Plan de Corones, chiusa al 6° posto. «Dopo la vittoria in supergigante sono state giornate emotivamente bellissime – ha detto Fede -, ora mi calo nuovamente nell’atmosfera dei Giochi, spero di vivere la prossima gara con la stessa tranquillità con cui ho vissuto supergigante e discesa. Sono arrivata a Cortina con poche certezze e altrettanto poco allenamento, voglio sfruttare la mia esperienza e la capacità tecnica. Fisicamente mi sento bene».

Goggia è serena: «La mia terza gara a Cortina arriva dopo un bronzo in discesa – ha detto Sofia – che ha rappresentato un valore importante. Mi concentro sul valore espresso, sarà un punto di partenza in vista del gigante. In questa disciplina sto andando a sprazzi, spero di essere profondamente me stessa e viverla senza aspettative».

Rendiamo omaggio al primo brasiliano della storia a vincere una medaglia alle Olimpiadi invernali. Lucas Pinheiro Braathen tutto d’oro nello slalom gigante ieri a Bormio. Nato a Oslo il 19 aprile 2000, da papà norvegese e mamma brasiliana, Lucas conta 6 vittorie in Coppa del Mondo. Vinta la coppa di slalom nel 2023, ha lasciato la federazione norvegese e a marzo 2024 è passato sotto la bandiera del Brasile, il Paese di mamma Alessandra.

Dulcis in fundo, la favola di Rafael Mini nel gigante. L’unico atleta della Repubblica di San Marino alle Olimpiadi, sulla pista dello Stelvio ha concluso al meglio la sua missione. Il diciassettenne sammarinese era il più giovane in gara: il messicano Gaxiola e il tailandese Wiest sono anche loro classe 2008, ma di qualche mese più grandi dell’atleta biancazzurro che è nato il 28 novembre. Partito con il pettorale numero 72 ha chiuso la prima manche al 70° posto, tra gli 81 al via in rappresentanza di 62 Nazioni, e nella seconda si è migliorato ottenendo il 65° posto. L’hanno festeggiato il presidente del Comitato olimpico nazionale sammarinese, Christian Forcellini, con il Segretario di Stato per lo Sport, Rossano Fabbri, il capo missione Gian Luca Gatti, il tecnico Stefano Sentieri, i familiari e gli amici. L’hanno seguito dal Titano e anche i compagni di scuola nelle aule dell’istituto superiore “Tonino Guerra” di Novafeltria, in provincia di Rimini, dove studia chimica e biotecnologie sanitarie. Rafael Mini tornerà in pista domattina, sempre a Bormio, per lo slalom speciale. Pronto a stupire ancora.