di Massimo Boccucci
Ogni giorno ha la sua gloria. Teniamo bene i conti: ieri 2 medaglie d’oro, e in tutto fanno 6, poi una di bronzo e per chiudere la giornata quella d’argento con la gigantesca Arianna Fontana. Totale: 17 podi e 2° posto nel medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina, dietro la Norvegia.
Ci coccoliamo Federica Brignone che ha fatto la gara della vita e in SuperG si è coperta d’oro, 10 mesi dopo l’infortunio che ha rischiato di farle chiudere la carriera. La portabandiera azzurra è stata perfetta, ha superato tutte le trappole che sono costate l’uscita a 5 delle prime 9 al via, tra cui alcune delle favorite, compresa Sofia Goggia, partita con il 9 e fuori a metà gara.
Nessuno ha disegnato i curvoni in velocità come “Fede”, sicura dove Aicher e Weidle sono uscite, e imprendibile. Brutta caduta per la campionessa olimpica Breeze Johnson, finita nelle reti dopo una spigolata. Partita con il 6, Brignone è diventata regina sotto gli occhi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e di Deborah Compagnoni.
Goggia, che alla vigilia aveva fatto visita al presidente Mattarella col pieno di fiducia, è deragliata dopo due intermedi, è passata larga al salto Duca d’Aosta, ha rischiato ed è uscita. Velocissima al secondo intermedio, ma sempre al limite, Sofia ha provato a rimanere nel tracciato ma dopo la caduta nella discesa della combinata è finita di nuovo a terra, per fortuna senza conseguenze, rammaricandosi per l’impresa mancata nella sua Cortina.
Sul podio sono salite anche la francese Miradoli e l’austriaca Cornelia Huetter. Quinto posto per Laura Pirovano e settima Elena Curtoni. A 35 anni, Federica Brignone ha completato la collezione olimpica di medaglie, dopo l’argento in gigante e il bronzo in combinata a Pechino e l’altro bronzo in gigante a Pyeongchang. Tutto in una carriera incredibile: 2 ori (combinata 2023, gigante 2025) e 3 argenti mondiali, 2 Coppe del Mondo generali, 5 di specialità e 37 successi in Coppa del Mondo.
«Ho pensato a sciare – ha confessato -, a fare il massimo, ma non pensavo di poter vincere. O la va o la spacca, mi sono detta. Mai nella vita me lo sarei aspettato, è qualcosa di speciale».
Dalla Brignone a Francesca Lollobrigida, per la serie oro più oro nella stessa edizione dei Giochi: i 5.000 ieri, dopo i 3.000 sabato. Una doppietta riuscita soltanto a 5 atlete nella storia della pista lunga. La trentacinquenne romana ha dominato la sesta batteria che la vedeva affiancata a un’icona dello speed skating mondiale come la ceca Martina Sablikova. Argento all’olandese Merel Conijn, staccata di un solo decimo, bronzo alla norvegese Wiklund, a 17 centesimi.
Distacchi minimi per una gara mozzafiato, celebrata dalla “Lollo” avvolta nella bandiera tricolore, mentre il pubblico di Rho era in delirio salutando la sua quarta medaglia olimpica della carriera. Francesca è la punta della Nazionale della pista lunga che ha già ottenuto un posto nella storia, eguagliando il record di 3 medaglie di Torino 2006, quando arrivarono 2 ori e un argento. Ora la mattatrice del ghiaccio avrà altre due gare per aumentare il bottino: i 1.500 e la Mass Start. Stavolta a fare il tifo non c’era il figlio Tommaso, rimasto a casa con papà Matteo ma pronto a tornare a Milano per assistere alle prossime sfide.
La giornata è proseguita con la quarta medaglia nello slittino, nella staffetta mista, dov’è arrivato il bronzo dietro la Germania dominatrice e l’Austria. L’Italia ha schierato Verena Hofer, quarta nel singolo femminile, i campioni olimpici Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner nel doppio maschile, Dominik Fischnaller, bronzo nel singolo maschile, e le campionesse olimpiche Andrea Voetter e Marion Oberhofer nel doppio femminile.
Il finale glorioso di ieri l’ha riservato Arianna Fontana, che è andata oltre la storia. La trentacinquenne valtellinese ha conquistato uno straordinario argento nei 500, alle spalle dell’olandese Xandra Velzeboer, conquistando così la tredicesima medaglia olimpica che l’ha portata a raggiungere lo schermidore Edoardo Mangiarotti. Ma l’azzurra avrà altre tre gare per superarlo: i 1.000, 1.500 e la staffetta femminile. Nei 500, con quattro giri e mezzo a ventre a terra, sono diventati addirittura 5 i podi olimpici consecutivi, dopo il bronzo di Vancouver 2010, l’argento di Sochi 2014 e gli ori di PyeongChang 2018 e di Pechino 2022, ricordando che a Torino 2006, a 15 anni e 314 giorni, si prese il bronzo con la staffetta.
Infine, pensiero del giorno per Lindsay Vonn, che domenica scorsa è caduta dopo appena 12 secondi di gara a Cortina e a Treviso è stata sottoposta al terzo intervento chirurgico per la riduzione della frattura riportata alla gamba sinistra. In un post sui social ha ringraziato tutti e annunciato che sta facendo progressi. «Saranno lenti – ha evidenziato – ma so che mi riprenderò». La quarantunenne atleta statunitense ha ricevuto un’infinità di testimonianze d’affetto e incoraggiamento, tra cui anche quella del numero uno del tennis mondiale, Carlos Alcaraz. Il padre è uscito allo scoperto dichiarando che finché avrà voce in capitolo, Lindsey non parteciperà più a gare di sci, riconoscendole una personalità molto forte ma anche la conoscenza del dolore fisico e la consapevolezza della situazione.