di Massimo Boccucci
SAN MARINO – Prontissimo a mettersi in gioco, deciso a lasciarsi andare sulla pista dello Stelvio Ski Center a Bormio dove domattina (sabato 14 febbraio), dalle 10.30, andrà in scena lo slalom gigante e Rafael Mini se lo vuole godere fino in fondo. Il diciassettenne è l’unico atleta della Repubblica di San Marino alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Si è qualificato per questa gara e per lo slalom speciale di lunedì prossimo, 16 febbraio, sempre sulla pista di Bormio. Passa con tutta la naturalezza dalla serata magica della cerimonia d’apertura tra Livigno, dove ha sfilato, e Milano dove a San Siro le immagini sono state rilanciate mentre facevano il giro del mondo, all’adrenalina della pista.
Buone sensazioni
Sotto la guida del capo missione Gian Luca Gatti e del tecnico Stefano Sentieri, il ragazzo ha già svolto diverse sessioni di allenamento sulla pista di gara, ambientandosi con il tracciato e le condizioni della neve. «In questi giorni abbiamo preso confidenza con le piste da gigante e slalom, che sono le stesse allestite per la Coppa del Mondo – dice il tecnico Sentieri -, le condizioni sono state ottime in questi giorni con nevischio e pioggia. Negli allenamenti siamo stati soli, perciò abbiamo avuto modo di lavorare a lungo e sui dettagli. Rafael è in un buon momento e ci siamo concentrati su quello che dovrà fare. Sta dimostrando un buon atteggiamento».
Pronto a tutto
Non vede l’ora di sfidare gli assi della specialità e i suoi idoli, a cominciare dall’azzurro Giovanni Franzoni, per il quale ha una sincera ammirazione. Dal monte Titano a Bormio pensa solo al modo migliore per fare l’esperienza più elettrizzante, come solo un’Olimpiade può dare, e divertirsi. «Sono calmo, so di essere in un momento di grande forma. Sono consapevole di dover fare soltanto ciò che di cui sono capace, mi sento pronto. Mi sono allenato tanto, anche in condizioni simili alla gara. Sto molto bene. Voglio divertirmi e godermi il momento».
Forti emozioni
Sta assorbendo tutte le forti emozioni dei Giochi, lo sta facendo fin da quando ha saputo che avrebbe rappresentato lui la Repubblica nel mondo più antica (anno di fondazione 301 avanti Cristo) e piccola (circa 35mila abitanti). Il condensato emozionale l’ha sprigionato sorridente da portabandiera per la sua San Marino. «Mi guardavano tutti – ha confessato -, che orgoglio. Prima di partire, la mia famiglia mi ha detto di divertirmi e sorridere. Ora sono al mio fianco a fare il tifo, anche mia sorella che ha 12 anni che è più emozionata di me. I Capi di Stato di San Marino mi hanno fatto i complimenti e chiesto di portare in alto la bandiera». Non si perderanno una mossa il presidente del Comitato olimpico nazionale sammarinese (Cons), Christian Forcellini, con a fianco il segretario generale Eros Bologna.
Idoli e pronostici
Non nasconde la grande considerazione per Giovanni Franzoni e ha le idee chiare su cosa potrà succedere tra domani e lunedì: «Gli allenamenti con Giovanni non sono stati possibili, lui si prepara altrove facendo discipline veloci. L’ho incontrato il giorno della gara, gli ho chiesto una foto con la medaglia. Abbiamo parlato, mi sono complimentato con lui ed è stato gentilissimo. È un mito». Chissà come sarà la sua musica domani, ricordando che da ragazzino suonava il violino per poi privilegiare lo sport. «Sono contento della scelta che ho fatto – evidenzia -, almeno sono arrivato alle Olimpiadi». Pronostici? «Per me il gigante lo vince Odermatt e McGrath lo speciale». San Marino sarà tutta con lui. Tutti lo guarderanno incuriositi e con simpatia. Già questa è una medaglia.