www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 10 febbraio 2026

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di Massimo Boccucci

Non è sempre domenica, non è sempre una pioggia di medaglie. Anzi, il lunedì è stato proprio da vacche magre quando è svanita all’ultimo end la caccia al bis d’oro di Stefania Constantini e Amos Mosaner. Gli azzurri sono stati sconfitti in semifinale dagli Stati Uniti 9-8, dopo averli battuti 7-6 nell’ultima sfida del round robin al mattino. Carling Arena infuocata dal tifo, con Amos e Stefania protagonisti di una partita tiratissima. Hanno confessato la delusione, hanno concesso troppo e gli avversari sono stati bravi a prendere le occasioni. Amarezza evidente, da resettare subito perché oggi avranno comunque l’occasione di portare a casa la medaglia di bronzo.

Amos ha dato una lezione di stile a chi pensa sempre e solo al risultato a ogni costo: «Ci rimango male, ma fa parte dello sport». Ora i campioni del mondo in carica sfideranno oggi alle 14.05 nella finale per il 3° posto la Gran Bretagna, che è stata travolta 9-3 dalla coppia svedese.

Dai Giochi anche qualche nota di colore e una polemica che non si placa. Alberto Tomba si è ritrovato al centro di un equivoco che lui stesso ha voluto chiarire: «È venuto fuori che avrei detto a Sofia Goggia: Io ho solo ori, mentre le dicevo carino questo bronzo. Mettiamo le cose in chiaro, all’Olimpiade il gossip piace sempre di più».

Resta aperto il “caso Petrecca”. La telecronaca della cerimonia inaugurale, piena di errori e luoghi comuni, ha spinto verso lo sciopero i giornalisti di Rai Sport, di cui Paolo Petrecca è direttore. La protesta – che garantirà come previsto tutti gli approfondimenti dell’Olimpiade di Milano-Cortina – sarà comunque forte e plateale. Nel comunicato dei Comitato di redazione di Rai Sport, firmato anche dal fiduciario di Milano, si parla apertamente di «peggiore figura di sempre all’interno di uno degli eventi più attesi di sempre»

 Da qui la decisione di ritirare, fino alla fine dei Giochi, la firma dai servizi, collegamenti e telecronache in attesa che l’azienda prenda coscienza «del danno che il direttore – si legge – ha recato ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione». Annunciati tre giorni di sciopero al termine dell’Olimpiade, ricordando la doppia bocciatura del piano editoriale di Petrecca. C’è di mezzo la lotta politica? A Rai Sport giurano di no.