di Massimo Boccucci
Da brividi la partenza di Lorenzo Rubinacci sulla panchina della Reggiana: stasera al Mapei Stadium-Città del Tricolore l’aspetta lo scontro diretto contro il Mantova, da vincere per scavalcare l’avversario, avanti di 2 punti in classifica e con 1.525 tifosi al seguito (venduti in tutto a ieri sera 2.239 biglietti, a cui aggiungere 6.540 abbonati). Serve ai granata per darsi uno scossone dopo un punto nelle ultime 8 giornate. L’orologio della vittoria è fermo all’8 dicembre, quando i granata vinsero proprio a Mantova, e in casa manca addirittura dal 28 ottobre quando di misura superarono il Modena, per poi infilare tra mille problemi appena 2 punti nelle successive 6 gare interne. La piazza emiliana non ha preso benissimo il cambio alla guida della squadra e sui social viene messo nel mirino soprattutto il direttore sportivo Domenico Fracchiolla.
MOTIVATISSIMO. «Sono contentissimo di essere qui – ha detto Rubinacci ieri sera alla presentazione – è una sfida, una possibilità incredibile. Tutti sognano di allenare la Reggiana. Ho fatto il primo allenamento, conosco già tanti ragazzi. Mi sento a casa. Essere di nuovo a Reggio Emilia è un ritorno gradito. La mia vita è sempre stata questa, io mi esprimo con il lavoro, con il calcio. Amo questo mestiere». Le motivazioni sono al massimo e a una cosa in particolare ci tiene: «Non sono un debuttante», replica a chi gli fa presente che da 16 anni non allena una prima squadra: «Ho esordito nel 1997 come tecnico in C2 e ho fatto la mia carriera. Fare il vice o fare il primo allenatore, la Primavera o la Serie A con Nesta è la stessa cosa».
PRESIDENTE. Il presidente Carmelo Salerno nel presentare il nuovo allenatore ha sottolineato che «quando si cambia è sempre una sconfitta per tutti, poiché vuol dire che le cose non sono andate per il verso giusto. Non siamo abituati a cambiare, l’abbiamo fatto l’anno scorso e in questa stagione i numeri impietosi degli ultimi mesi ci hanno costretto e avremmo dovuto agire prima. La scelta di Rubinacci è decisa e convinta: l’abbiamo visto lavorare due anni fa al centro sportivo con tanta dedizione, passione, entusiasmo e competenza. A Rubinacci fu chiesta la disponibilità a guidarci già a partire dall’inizio della stagione in corso». Salerno ha avuto un pensiero per Dionigi, il quale ha salutato tutti, citando esplicitamente solo il patron Amadei, con un messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram: «Siamo partiti con un’impresa sportiva, quella di una salvezza miracolosa in B che la città aveva smesso di sperare, per arrivare a una stagione dove non sapremo mai nonostante le difficoltà come poteva terminare». Già stasera ne sapremo di più.
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