di Massimo Boccucci
Scene da podio. Mai viste nella storia azzurra tutte insieme in una singola giornata dei Giochi invernali. Sei, un argento e cinque bronzi tra Milano, Cortina, Livigno, Bormio e Anterselva distribuiti nell’arco dell’intera domenica. In passato eravamo arrivati al massimo a tre: era successo tre volte, in due casi era il 17 febbraio, a Lillehammer 1994 e a Salt Lake City 2002, e poi sabato scorso, nel primo giorno di Milano-Cortina.
La magica sestina cominciata con il bronzo di Sofia Goggia nella discesa libera vale tantissimo. L’olimpionica azzurra ha chiuso al terzo posto, scendendo in pista dopo l’interruzione per la caduta choc di Lindsay Vonn, arrivando dietro l’americana Breezy Johnson e la tedesca Emma Aicher. «Tre Olimpiadi sempre a medaglia è qualcosa di grande – ha confessato -, ho completato il trittico dei colori. Ora posso ripartire». Veniva data tra le grandi favorite alla vigilia. «Tutti si aspettavano vincessi l’oro – ha spiegato la campionessa delle Fiamme Gialle -, ma non è stato semplice. Ho commesso un errore sullo Schuss delle Tofane, ma tre podi in tre edizioni consecutive dei Giochi sono qualcosa di strabiliante».
Restano anche le immagini agghiaccianti della caduta shock della Vonn, finita a terra dopo pochi secondi di gara: in zona d’arrivo è calato il silenzio, si è sentito un urlo e si sono alzate le grida di dolore dell’atleta americana. La campionessa olimpica di Vancouver gareggiava con il crociato anteriore sinistro rotto dopo l’infortunio di Crans Montana. I suoi Giochi sono durati poco più di 10 secondi ed è stata trasportata in ospedale con l’elicottero.
Bronzo azzurro bellissimo per Lucia Dalmasso, che nel derby tutto italiano nel gigante parallelo femminile di snowboard ha avuto la meglio su Elisa Caffon nell’ultimo tratto. Il tricolore ha illuminato il cielo di Livigno. Da Casa Italia è partito, infatti, un fascio di luce rosso, bianco e verde con un campanaccio che suonava, mentre Lucia varcava il cancello del centro Aquagranda con il bronzo in mano. É il primo alloro azzurro vinto nella Piccola Tibet e come tale andava festeggiato al meglio. Dalmasso non ha abbandonato mai la medaglia, tenendola all’interno della giaccia e rivelando che per due volte si è sfilata dal laccetto, con la dedica speciale al nonno che le ha trasmesso la passione per la neve.
Poi, ecco arrivare la medaglia d’argento della staffetta mista del biathlon. Il quartetto azzurro composto da Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi ha chiuso al secondo posto nella 4×6 chilometri alle spalle della Francia. Riccardo Lorello, ventitreenne milanese, è arrivato terzo nei 5.000 metri di pattinaggio di velocità. L’azzurro Dominik Fischnaller si è preso il bronzo nello slittino.
La conclusione in serata è stata nel segno del pattinaggio di figura: Sara Conti e Niccolò Macii si sono esaltati nel Forum milanese terzi con un buon margine, poi Naki Gutmann ha fatto tremare dimezzando il vantaggio e Matteo Rizzo da Sesto San Giovanni alle 22.20 ha conquistato la sesta e ultima medaglia della domenica bestiale.