Il Messaggero edizione nazionale 9 febbraio 2026

SASSUOLO 0

INTER 5

SASSUOLO (4-3-3): Muric 3; Walukiewicz 4,5, Idzes 4,5, Muharemovic 5, Doig 5,5 (26’ st Garcia 5,5); Koné 5,5, Matic 4,5, Thorstvedt 5; Berardi 5 (15’ st Coulibaly 5,5), Pinamonti 4,5 (26’ st Nzola 5,5), Laurienté 6 (15’ st Lipani 5,5). In panchina: Satalino, Zacchi, Volpato, Boloca, Romagna, Fadera, Moro, Vranckx, Iannoni, Bakola, Pedro Felipe. All.: Grosso 5

INTER (3-5-2): Sommer 6; Bisseck 7, Akanji 6,5, Bastoni 6,5 (19’ st Darmian 6); Luis Henrique 6,5, Sučić 6, Zielinski 6 (19’ st Frattesi 6), Mkhitaryan 6,5 (25’ st Diouf 6), Dimarco 8; Lautaro 6,5 (31’ st Esposito 6), Thuram 7 (31’ st Bonny 6).  In panchina: Di Gennaro, J. Martinez, De Vrij, Acerbi, Carlos Augusto, Kamate, Cocchi. All.: Chivu 7

Arbitro: Chiffi 5,5

Reti: 11’ pt Bisseck, 28’ pt Thuram, 5’ st Lautaro, 9’ st Akanji, 44’ st Luis Henrique

Note: espulso Matic al 10’ st per proteste. Ammonito Dimarco. Angoli: 6-4 per l’Inter. Spettatori: 17.653

REGGIO EMILIA Come il gatto col topo. Se allo strapotere che ha l’Inter aggiungi anche un portiere in serata disastrosa e tre occasioni grosse che il Sassuolo butta via all’inizio per poi naufragare, si capisce che Chivu può comandare il campionato tirando dritto nello scavare un solco a +8 sul Milan che con il Como giocherà il 18 febbraio. I nerazzurri volano con la manita al Mapei Stadium-Città del Tricolore: non perdono in campionato da 12 partite, di cui 11 vinte, e allungano sull’onda del poker di successi filati, oltre al cammino in Champions e in Coppa Italia, mentre i neroverdi si fermano bruscamente dopo due successi consecutivi pagando un atteggiamento difensivo suicida. C’è gloria per Dimarco mattatore col tris d’assist e per Lautaro Martinez che aggancia Roberto Boninsegna al terzo posto dei bomber nerazzurri di tutti i tempi con 171 reti, dietro a Giuseppe Meazza (284) e Spillo Altobelli (209), di cui 129 in Serie A. Serata da primi gol di Akanji e Luis Enrique, per completare la festa contro gli emiliani ormai del tutto disarmati e che concedono di tutto complicandosi la vita in ogni momento. Le premesse magari erano diverse, guardando dopo una manciata di secondi la bella giocata di Thorstvedt a metà campo e il suo lancio in profondità per Laurienté che innesca Koné, bravo a inserirsi calciando a botta sicura con Dimarco che salva sulla linea. Così come lo scatto di Laurienté che scappa via ad Akanji in velocità e imbuca per Koné che accorre tutto solo a centro area per il destro a botta sicura e Dimarco ancora decisivo per sventare, fino al tentativo di Pinamonti che strozza il tiro agevolando Sommer sull’imbeccata di Laurienté, l’unico che se la gioca veramente.

MOMENTO BUONO

L’Inter aspetta solo il momento buono e arriva presto, con la prova generale di Luis Enrique che trova Muric e il vantaggio propiziato da Dimarco con l’angolo perfetto da destra, a rientrare col mancino, che Bisseck spinge di testa in rete sovrastando Thorstvedt per sbloccare il risultato, come aveva fatto nel successo a Genova il 14 dicembre scorso. Ora i nerazzurri vanno sul velluto, s’infilano a piacimento nella difesa neroverde, prendono una traversa con Dimarco su punizione da una ventina di metri (17’) e preparano il raddoppio che arriva al 28’ quando Mkhitaryan prende campo e allarga per Dimarco (sempre lui) che pesca perfettamente al centro Thuram: destro di prima e Muric battuto. Per lui 7° gol, ricordando il precedente a Parma il 7 gennaio. Il sussulto del Sassuolo è solo un’illusione: prima del riposo la ripartenza di Koné per Laurienté che cambia lato per Berardi alla semi-rovesciata che diventa un assist a Thorstvedt preciso con il mancino per riaprire la partita, anche se dalla sala Var avvisano Chiffi che nell’azione Laurienté ha il pollicione in fuorigioco.

DILAGANTI 

Al rientro l’Inter apparecchia la tavola. Rimessa lunga di Bastoni prolungata da Idzes e il colpo di testa all’indietro dell’indonesiano finisce sul petto di Lautaro Martinez che mette giù e gira subito in porta trovando Muric impreparato. Il Toro fa festa nella scalata che continua tra i bomber nerazzurri di sempre. La giostra nerazzurra gira e fa salire anche Akanji, a segno di testa su un altro angolo perfetto di Dimarco (per lo svizzero primo gol con la maglia dell’Inter) e lì scoppia la bagarre con Matic che protesta e rimedia prima il giallo e poi il rosso (l’aspettano due giornate di squalifica perché diffidato). Muric ne combina di tutti i colori, specie sulle uscite, pur rimediando su Thuram deviando sul palo un tap-in (17’). Chiude la serataccia nel finale quando Muharemovic viene travolto dalla sua ennesima uscita a vuoto con Luis Henrique che raccoglie e piazza il destro all’incrocio.

Massimo Boccucci