www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 8 febbraio 2026

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di Massimo Boccucci

Con Cesare Castellotti se n’è andato un altro dei “Magnifici sette” del popolarissimo programma 90° Minuto della Rai quando non c’era lo spezzatino, ma tutte le partite cominciavano alla stessa ora. Ha raccontato un calcio che non c’è più, è stato inviato per la Rai a sei edizioni dei Giochi Olimpici e cinque Mondiali di calcio. Si è spenta con lui une delle voci storiche del giornalismo sportivo italiano. Aveva 86 anni e il suo volto familiare si collegava, chiamato dall’indimenticabile Paolo Valenti, quasi sempre da Torino.

La sua è stata una delle voci più inconfondibili che ha accompagnato tifosi e appassionati tra gli anni Settanta, Ottanta e i primi Novanta, raccontando momenti indimenticabili, come lo storico scudetto del Torino di Gigi Radice nel 1976 e le grandi notti europee della Juventus di Giovanni Trapattoni, trascinata da campioni come Zoff, Platini, Scirea e Paolo Rossi.

Nel 1975 davanti all’allora presidente della Repubblica, Giovanni Leone, aveva ricevuto il Premio “Saint Vincent per il giornalismo”. Giornalista e inviato simbolo di 90° Minuto nella squadra dei “Magnifici sette” insieme a Luigi Necco da Napoli, Tonino Carino da Ascoli, Marcello Giannini da Firenze, Giorgio Bubba da Genova, Gianni Vasino da Milano e Ferruccio Gard dal Veneto.

Si presentava in diretta rigorosamente in giacca e cravatta, spesso con tonalità tendenti al granata, per piacere e non per simpatia calcistica, con uno stile misurato senza mai una parola fuori posto né avvertire il bisogno di gridare per farsi capire. Era in pensione dal 1999, dedicandosi alle sue passioni, il golf e il Brasile. Indimenticabile la sua imitazione da parte di Teo Teocoli, che ne ha amplificato la popolarità nel personaggio di Gianduja Vettorello. Un pilastro della sede Rai di Torino, prima segretario di redazione, e poi per circa un ventennio caposervizio della redazione sportiva formata da Beppe Barletti, Franco Costa e Federico Calcagno. Il calcio che ha raccontato Cesare Castellotti era sicuramente migliore di questo.