www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 8 febbraio 2026

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di Massimo Boccucci

Tutti i colori delle medaglie, tanto per cominciare e per gradire. Hanno aperto Giovanni Franzoni e Dominik Paris con l’argento e il bronzo nella discesa libera di Bormio, poi il primo oro per l’Italia e per Luciano Buonfiglio da presidente del Coni.

A Milano, Francesca Lollobrigida ha vinto i 3.000 metri donne del pattinaggio velocità, con il nuovo record olimpico e italiano. La pattinatrice romana quattro anni fa a Pechino aveva conquistato proprio su questa distanza un argento, ma stavolta si è superata con un grande tempo nella terz’ultima manche. Un inizio strepitoso per la pista lunga azzurra, festeggiando un oro vent’anni dopo quello ottenuto da Enrico Fabris a Torino.

Lollobrigida ha festeggiato anche con il piccolo Tommaso, il figlio nato nel 2023, la medaglia più luccicante nel giorno del suo 35° compleanno, diventato indimenticabile. La stagione era stata fin qui complicata, anche per questo la medaglia d’oro sembrava lontana. Lei si è sfogata sui social: «Quest’anno un’infezione virale mi ha messo ko nei mesi più importanti, il fisico non rispondeva, la testa crollava, il sogno olimpico sembrava allontanarsi. Ho avuto paura, ho pianto, ho pensato di smettere. Mi ero dimenticata perché pattino. Poi mi sono ricordata una cosa semplice ma essenziale: pattino perché amo pattinare».

Lo svizzero Von Allmen ha fatto meraviglie, ma dietro il ventiquattrenne del Canton Berna ha cominciato a illuminare il medagliere azzurro l’argento di Franzoni e il bronzo di Paris. Il giovane prodigio bresciano ha mancato l’oro per 20 centesimi, mentre per mezzo secondo non c’è riuscito Paris, che qui ha vinto 6 volte in discesa in Coppa del Mondo.

Nella storia olimpica, l’Italia fin qui aveva vinto l’oro con Colò nel 1952, l’argento con Innerhofer nel 2014 e il bronzo con Plank nel 1976. Insomma, sono arrivate due medaglie in una volta sola, dopo che in 90 anni (lo sci alpino ha debuttato nel 1936) se n’erano prese tre.

L’Olimpiade ha consegnato un tris di medaglie dopo i commenti sulla spettacolare cerimonia di apertura, che si è dilungata per quasi un’ora soprattutto a causa dell’infinita sfilata su tre sedi delle 92 delegazioni. Critiche feroci alla Rai per gli sfondoni durante la telecronaca, compresa la topica sulle origini dei cinque cerchi che non si devono ai cinque continenti. Tenerissime le immagini, rilanciate da Livigno sui maxischermi dello stadio “Giuseppe Meazza” di San Siro, di Rafael Mini, il diciassettenne atleta di San Marino che, preparandosi a gareggiare nello slalom gigante e speciale il 14 e 16 febbraio a Bormio, ha sfilato con la bandiera sventolata a più non posso con tutto l’orgoglio di rappresentare la Repubblica più antica e piccola del mondo. Le Olimpiadi regalano anche storie ed emozioni come quelle di Rafael.