Il Messaggero Umbria 8 febbraio 2026

LA STORIA

GUBBIO Il dissenso aguzza l’ingegno. Non c’è bisogno di strafare e usare mezzi borderline, può bastare la fantasia e un po’ di sana goliardia come a San Martino, nel cuore del centro storico, dove la posa di due dissuasori per impedire il parcheggio delle auto in via del Popolo, in prossimità dell’incrocio con via Vantaggi, ha scatenato proteste, denunce e anche un po’ di ilarità. Quei dissuasori, con il mistero dell’ordinanza che non si trova sul sito del Comune, sono un cazzotto in un occhio dato il contesto storico-architettonico. Vengono chiamati in causa la Giunta Stirati, la polizia municipale e l’ufficio tecnico comunale per capire com’è nata questa operazione sollecitata da un residente nella via che ha richiamato il codice della strada sul divieto di parcheggio a ridosso di un incrocio e se ostruisce.

La faccenda è diventata anche politica, per la richiesta di accesso agli atti del consigliere comunale di minoranza Jacopo Cicci e la posizione presa dalla sua lista civica Città Futura con un’interpellanza. C’è di più per il ricorso alla fantasia, con due cavalli legati ai dissuasori, oltre ad aver visto comunque parcheggiate le auto di piccole dimensioni in quello stesso punto. Ricorda quanto successo parecchi anni fa: nei lavori di pavimentazione di piazza San Martino c’erano stati dei ritrovamenti e la Soprintendenza aveva lasciato l’area interdetta. Vennero collocate delle galline nel cantiere tra l’ilarità dei passanti. Ora la questione è estetica, con la Soprintendenza chiamata a verificare l’impatto di quei dissuasori. Non sia mai che qualcuno pensi a qualche altra goliardia, vera o usando l’intelligenza artificiale.

Massimo Boccucci