www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 7 febbraio 2026

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di Massimo Boccucci

Quasi tre ore e mezza di spettacolo, emozioni, parole e riti nel tempio di San Siro, dove ieri sera la cerimonia di apertura ha alzato ufficialmente il sipario sulla 25° edizione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Alberto Tomba e Deborah Compagnoni all’Arco della Pace e Sofia Goggia a Cortina d’Ampezzo hanno acceso il braciere olimpico, mentre a San Siro dai 5 cerchi cadeva una pioggia di luci.

Giovanni Malagò, presidente del comitato organizzatore dei Giochi, ha dato il benvenuto a tutto il mondo olimpico. «L’Italia – ha detto – apre le braccia al mondo. Questi Giochi continuano una gloriosa tradizione e saranno seguiti da miliardi di persone. Siamo pronti a scrivere di nuovo la storia, ispirati dai valori che ci uniscono tutti. Sarà un’edizione pioneristica, su un vasto territorio, la più equilibrata di sempre in termini di genere. Sarà realizzata con spirito italiano – ha aggiunto Malagò – in un contesto unico. La bellezza italiana ci è stata affidata dalla storia con una responsabilità. È energia che scorre sotto la superficie di ciò che vediamo, vive solo se diventa una forza morale, culturale e civica».

Lo spettacolo è stato un grande tributo all’arte, la cultura, l’armonia che l’Italia ha portato nel mondo, raccontando dell’eccellenza italiana dall’arte neoclassica, alla musica con Verdi, Puccini e Rossini, alla moda di Giorgio Armani. Sul palco si sono alternate le performance di artisti come Pierfrancesco Favino, Matilda De Angelis, Sabrina Impacciatore, Ghali, Andrea Bocelli, per raccontare l’Olimpiade nel gioco, nell’eleganza, nella competizione. Una grande sinfonia di emozioni in contemporanea con Cortina e Livigno che accoglie la sfilata degli atleti, fra i fischi a Israele, e al vicepresidente Usa, Vance, in tribuna, e le ovazioni per l’Ucraina nel mischiare sport e politica dimenticando quanto lo sport possa unire.

Stefania Constantini e Dominik Fischnaller hanno letto il giuramento olimpico. Laura Pausini ha dato un’interpretazione meravigliosa, delicata e piena di voce all’Inno degli italiani. L’inno olimpico ha esaltato Lang Lang che al piano ha accompagnato la voce del mezzosoprano Cecilia Bartoli e il coro delle voci bianche del Teatro alla Scala. Andrea Bocelli ha lasciato i brividi con il “Nessun dorma” della Turandot.

Kirsty Coventry si è rivolta agli atleti: «Ce l’avete fatta – ha detto il presidente del Cio -, siate fieri di essere arrivati fin qui. Ora date il meglio di voi, divertitevi, assaporate ogni momento. Ci regalerete qualcosa di speciale, ci farete sognare, ci mostrerete che la forza non è solo una questione di vittorie ma anche di coraggio, empatia e cuore. Ci insegnerete a rialzarci, non importa quanto pesante sarà stata la caduta».

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato ufficialmente aperti i Giochi, dopo essere arrivato allo stadio di San Siro a bordo di uno storico tram milanese, con alla guida un conducente d’eccezione come Valentino Rossi, come sorpresa anticipata qualche giorno fa dal vicedirettore di Rai Sport, Auro Bulbarelli, che gli è costata la telecronaca del grande evento sulla Rai.

Sui campi di gara la giornata si era aperta con la vittoria della coppia azzurra di curling: Constantini e Mosaner hanno battuto gli svizzeri per 12-4. Nel pomeriggio è poi arrivato il bis, con il trionfo sull’Estonia 7-4, il terzo in quattro gare dopo la sconfitta di giovedì scorso contro il Canada. Azzurri impegnati anche nel pattinaggio di figura, con le prime tre prove della gara a squadre e Italia terza con 22 punti, alle spalle di Stati Uniti con 25 e Giappone con 23, le due logiche favorite. Oggi il singolo maschile, al termine del quale resteranno in gara le prime cinque nazioni. In mattinata ci sono state anche le prove di discesa libera: nella maschile Crawford è stato il più veloce, ma i big si sono gestiti. Paris, unico azzurro a scendere, ha chiuso 18° rialzandosi nell’ultima parte. Nella femminile, a lungo sospesa per nebbia, ha chiuso in testa Wiles. Buoni segnali da Goggia, 8ª e prima delle azzurre.

Dalla sala stampa dello stadio Giuseppe Meazza è tutto dopo la magica serata firmata da Marco Balich. Ora contano solo le medaglie.