di Massimo Boccucci
L’ombra del doping, ma in una strana vicenda, sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che devono ancora cominciare tra parate istituzionali e tedofori pronti per la cerimonia inaugurale di venerdì sera. La nazionale azzurra di biathlon è alle prese con il caso Rebecca Passler, la ventiquattrenne convocata per i Giochi e sospesa dopo essere risultata positiva al letrozolo, in occasione di un controllo antidoping effettuato fuori dalle competizioni da Nado Italia. L’atleta è stata fermata in via preventiva, come da prassi, e di fatto esclusa dai Giochi Olimpici in programma nella sua Anterselva.
Allertate Samuela Comola, medaglia d’argento nell’individuale dei Campionati Europei della scorsa settimana, e Linda Zingerle che era stata la quinta azzurra in occasione della tappa di Coppa del Mondo a Ruhpolding in Germania, a metà gennaio, quando proprio Passler era assente perché ammalata.
Pur non avendo proprietà dopanti, il letrozolo, utilizzato nel trattamento di tumori al seno, è vietato dall’antidoping perché può essere utilizzato per ridurre gli alti livelli di estrogeni dovuti agli anabolizzanti. Nove anni fa Sara Errani venne trovata positiva alla stessa sostanza per una contaminazione.
Nipote di Johann Passler, il primo biatleta italiano ad aver vinto una medaglia olimpica, a Calgary nel 1988, Rebecca Passler si è messa in luce per gli ottimi risultati ottenuti fin dall’età giovanile, avendo vinto due medaglie ai Mondiali Giovani del 2020 e altre 5 in quelli Juniores 2021 e 2022. Arrivata in Coppa del Mondo, l’altoatesina si è messa in luce per un tiro veloce e preciso, salendo due volte sul podio nella staffetta femminile nella stagione 2022-2023. In questa stagione, grazie proprio alla precisione e velocità d’esecuzione al tiro, la giovane ha ottenuto i due migliori risultati in Coppa del Mondo della sua carriera, arrivando 11ª nella mass start di Le Grand Bornand e nella sprint di Oberhof. La giovane non ha mai preso parte ai Giochi Olimpici, un sogno che stava realizzando proprio a casa sua. Non sarà così, al di là di come finirà questa storia.
La Federazione italiana sport invernali si è schierata dalla parte dell’atleta con il presidente Flavio Roda, che ha annunciato come la Federazione stia approfondendo l’accaduto, intendendo supportare la propria atleta in tutte le sedi opportune. Roda reputa essenziale che si vada a fondo della questione per sgomberare il campo da ogni equivoco che potrebbe segnare pesantemente la carriera di Rebecca e l’immagine federale.