di Massimo Boccucci
Il petardo di Cremona, lanciato domenica scorsa da un tifoso dell’Inter dal settore ospiti dello stadio Zini verso il portiere dei grigiorossi Emil Audero, sta provocando il finimondo. Era stato durissimo il presidente federale Gabriele Gravina, con la prospettiva del pugno duro e le punizioni esemplari, mentre ora tutta la vicenda viene circoscritta all’episodio in sé, con il responsabile che è stato individuato, immaginando di risolvere tutto con una multa al club e la curva chiusa, senza scavare a fondo anche su come possa essere entrato allo stadio. Il tifoso interista è finito sorvegliato e monitorato all’ospedale Maggiore di Cremona, piantonato dagli agenti di Polizia, per le ferite riportate alla mano nel tentativo di gettare in campo un secondo ordigno. Ha lesioni serie, avendo perso tre dita.
Identificato dagli agenti già allo Zini, la sua posizione è ancora al vaglio, con la sicura denuncia seguita da Daspo. Si tratta di un membro dell’Inter Club San Marino. Attraverso una nota sui social, il gruppo ha preso le distanze da quanto accaduto: «Ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona. Ci dissociamo totalmente dal suo gesto. Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni. Abbiamo già chiesto l’espulsione del club e collaborato con la Digos per identificare ogni responsabilità».
È sceso in campo anche il Viminale, che ha anticipato a ieri la consueta riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che solitamente si riunisce di martedì, proprio per parlare di quanto avvenuto durante Cremonese-Inter e anticipare in qualche modo la decisione del Giudice Sportivo, prevista questa settimana per domani, che potrebbe portare solo a una pesantissima multa.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intende lasciare il segno per ribadire il suo contrasto a ogni forma di violenza, tifosi compresi, ricordando che nelle ultime due settimane ai sostenitori di quattro squadre – Roma, Fiorentina, Napoli e Lazio – sono state vietate le trasferte fino alla fine della stagione, provvedimento mai preso prima.
Il ministro sentirà il parere dell’Osservatorio, che è un organo consultivo, quindi prenderà la propria decisione sulla tifoseria dell’Inter. Piantedosi ha voluto il blocco totale delle trasferte dei tifosi di Napoli e Lazio pur avendo oltre 380 identificati, penalizzando la parte sana del tifo senza guardare altro.