www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 31 gennaio 2026

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di Massimo Boccucci

Emozioni fortissime e colpi di scena dal tennis, brividi dall’urna di Nyon per il calcio con i sorteggi della Champions League.

Sarà Alcaraz-Djokovic la finale, a sorpresa, dell’Australian Open, in programma domani alle 9.30 ora italiana. Ci sono volute 5 ore e 27 minuti a Carlos Alcaraz contro Sascha Zverev per venire a capo della prima semifinale tra dolore, coraggio e paura. Una prova di forza fisica e di volontà, tra vomito e crampi, mentre ancora una volta il tedesco è stato incapace di sfruttare le occasioni che il destino e il murciano gli avevano offerto. I crampi e un dolore muscolare, nella competizione australiana dove questo problema fisico ha dominato, non hanno impedito a Carlito di arrivare al quinto set, rimontando sul finale e chiudendo al meglio. «Come ho fatto? Credendoci. Sapevo che avrei avuto le mie occasioni e sono molto orgoglioso di come sono riuscito a cavarmela», ha confessato il numero uno del mondo, lasciando a Zverev le polemiche, con una frecciata pure per Sinner: «È incredibile che si possano curare i crampi, non è giusto. State proteggendo questi due ragazzi, sempre, per tutto il tempo».

Nell’altra semifinale ha trionfato un immenso Djokovic, che ha svegliato bruscamente Sinner dal sogno del tris a Melbourne e anche del Grande Slam. L’undicesima sfida tra l’allievo e il maestro, dopo 5 vittorie consecutive di Jannik se l’è aggiudicato il 24 volte campione Slam, che a 38 anni ha domato un avversario di 14 anni più giovane, al termine di una battaglia in 5 set durata 4 ore e 9 minuti. Il serbo, numero 4 del mondo, torna in finale in un Major dopo un anno e mezzo: l’ultima volta era stato Wimbledon 2024, quando perse contro Alcaraz. S’è interrotta invece la striscia positiva del numero 2 del mondo: 20 vittorie nel circuito, 19 successi in Australia e 5 finali Slam. Dopo 3 sfide consecutive, per la prima volta non ci saranno i primi due del ranking a fronteggiarsi in una finale Slam.  Nole alla fine ha allargato le braccia e s’è inginocchiato facendosi il segno della croce. «Mi sento di aver vinto quasi già adesso. Non vedo l’ora di affrontare Carlos, il numero uno al mondo. E spero che gli dei faranno vincere il migliore», ha confidato Djokovic.

Nel calcio è andata bene, complessivamente, a Inter, Juventus e Atalanta che nei playoff di Champions League dall’urna di Nyon hanno pescato avversari abbordabili. Eliminato il Napoli, che ha chiuso al 30° posto, è andata meglio di tutti ai nerazzurri di Chivu, che affronteranno il modesto Bodo-Glimt. Sfida tra Spalletti e Osimhen in Juve-Galatasaray. L’Atalanta, invece, giocherà contro il Borussia Dortmund. Le gare d’andata sono previste il 17 e 18 febbraio, quelle di ritorno il 24 e 25 febbraio. Le altre sfide degli spareggi per entrare negli ottavi di finale saranno Monaco-Paris Saint-Germain, Qarabag-Newcastle, Bruges-Atletico Madrid, Olympiacos-Leverkusen e Benfica-Real Madrid. L’Inter torna ad affrontare il Bodo-Glimt a distanza di quasi cinquant’anni dall’ultima volta, ricordando gli ottavi di finale di Coppa delle Coppe nel 1978, con doppia facile vittoria dei nerazzurri per il 5-0 a San Siro e 2-1 in Norvegia. I bianconeri ritrovano il Galatasaray ripensando alla partita di Istanbul nel 2013 con eliminazione sotto la neve. Nei 6 precedenti incontri, la Juve ha vinto solo una volta, nel 2003 al vecchio Delle Alpi, con doppietta di Del Piero. Negli altri precedenti ha racimolato tre pareggi e due sconfitte, entrambe a Istanbul. Solo due precedenti tra Atalanta e Borussia Dortmund, e risalgono ai sedicesimi di finale di Europa League nel 2017-2018. I bergamaschi vennero sconfitti in rimonta al Signa Iduna Park, nonostante la doppietta storica di Ilicic. Al ritorno a Reggio Emilia finì 1-1 e passarono i tedeschi. Nel caso del passaggio del turno, agli ottavi l’Inter troverebbe una tra Manchester City e Sporting Lisbona; la Juve una tra Liverpool e Tottenham, mentre l’Atalanta avrebbe l’Arsenal o il Bayern Monaco.