Il Messaggero Umbria 26 gennaio 2026

LA TRADIZIONE

GUBBIO I tasselli vanno tutti nel mosaico della Festa dei Ceri 2026. La scelta, dopo i protagonisti del 15 maggio, si sposta sui Ceri Mezzani (24 maggio) e Piccoli (2 giugno).

Santubaldari e sangiorgiari hanno ufficializzato i giovani protagonisti. Per il Cero Mezzano di Sant’Ubaldo tocca a Umberto Vispi, della “manicchia” (zona) di San Martino, figlio di Antonio Vispi e che porta il nome del nonno, il popolare Umberto Vispi, detto “Tacche”, scomparso il 19 gennaio 2018, molto conosciuto e stimato, che ha rappresentato una generazione di eugubini dediti all’antica arte muraria, esponente di spicco dell’Università dei Muratori di cui è stato anche segretario e presidente onorario, e ricordato anche come Capodieci di Sant’Ubaldo nel 1965 e Secondo Capitano nel 1980.

Eletto per acclamazione dai sangiorgiari, per il Cero Mezzano, Antonio Palazzari, “Menchinello”, della “manicchia” di Semonte, con a fianco il Capocetta Roberto Matteucci. Per i Ceri Piccoli, i santubaldari hanno scelto Pietro Bei Angeloni della “manicchia” di Madonna del Ponte.

Il suo nome è stato estratto dal bussolo da Margherita Mischianti, alla presenza del presidente del Consiglio dei Capodieci, Mauro Pierotti. Con Gabriele Fofi Capodieci del prossimo 15 maggio e il Capodieci del 2025 Giuseppe Piccioloni. L’altro candidato della stessa “manicchia” era Alessio Fiorucci, che sarà il Capocetta.

Per San Giorgio sarà Damiano Fioriti, della “manicchia” di San Martino, affiancato da Pietro Martini come Capocetta. Mancano all’appello i Capodieci del Cero Mezzano e Piccolo di Sant’Antonio. In attesa, via libera ai veglioni ceraioli: i santubaldari il 31 gennaio al park hotel Ai Cappuccini, i sangiorgiari il 7 febbraio al Narciso a Cipolleto e i santantoniari il 14 febbraio Ai Cappuccini.

Massimo Boccucci