Corriere dello Sport-Stadio 25 gennaio 2026

CESENA 1

BARI 2

CESENA (3-5-2): Klinsmann 6; Ciofi 6 (37’ st Guidi sv) Zaro 5,5 Mangraviti 5,5 (37’ st Celia sv); Ciervo 6,5 Bisoli 6 (28’ st Magni 5,5) Castagnetti 6 Berti 6,5 Frabotta 7; Blesa 6 C. Shpendi 6. A disp.: Siano, Ferretti, Arrigoni, Amoran, Piacentini, Olivieri, Zamagni, Francesconi, Galvagno. All.: Mignani 6

BARI (3-4-2-1): Cerofolini 7; Cistana 6 Pucino 5,5 Nikolau 6,5; Manè 5,5 (24’ st Pagano 6) Braunoder 6 Verreth 5,5 (37’ st Colangiuli sv) Dorval 6,5; De Pieri 6 (37’ st Bellomo sv) Rao 6,5 (18’ st Moncini 7,5); Gytkjaer 5,5 (18’ st Dickmann 6). A disp.: Pissardo, Marfella, Burgio, Meroni, Kassama, Stabile, L. Cerri. All.: Longo 6,5

ARBITRO: Marinelli di Tivoli 6,5

Guardalinee: Passeri e Emmanuele

Quarto uomo: Silvestri

Var: Volpi. Avar: Prenna

MARCATORI: 6’ st Rao (B), 15’ st Ciervo (C), 31’ st Moncini (B)

AMMONITI: Cistana (B), De Pieri (B), Magni (C), Mangraviti (C), Moncini (B)

NOTE: spettatori 10.826, di cui 7.734 abbonati e 772 tifosi ospiti; incasso globale 112.487,48 euro. Premiato Francesconi per le 100 partite nel Cesena. Ricordati Paolo “Ciapina” Ferrario, ex giocatore e tecnico dei romagnoli, e Franco Benaglia, storico tifoso bianconero, recentemente scomparsi. In tribuna Alberto Zaccheroni, Fabio Pecchia e Jurgen Klinsmann. Angoli: 16-1 per il Cesena. Rec.: pt 3’, st 5’

di Massimo Boccucci

CESENA

Una bombola d’ossigeno si è portato Longo al “Manuzzi” per rianimare col suo ritorno il Bari che non vinceva dal 2 novembre (proprio contro il Cesena in casa) e in trasferta dal 22 febbraio 2025, quando passò col Mantova che è stato anche l’ultima vittima dell’ex Moncini tornato al gol – dopo un periodo opaco tra rumors di mercato – che gli mancava dal 26 ottobre quando aveva piegato i virgiliani e si è rivelato pesantissimo sotto la curva Ferrovia dove sono impazziti i 772 tifosi biancorossi al seguito che hanno cantato a squarciagola dall’inizio alla fine.

NUMERI. Il Cesena si è tenuto il tabù (ultima vittoria sui pugliesi il 18 ottobre 2013) con le emozioni infinite tra 2 pali (Blesa e Frabotta, ora il totale è 11), 2 salvataggi sulla linea (sul 2° episodio, all’88’, la palla sembrava entrata) e 16 angoli nel dominio delle operazioni per larghi tratti (16 a 4 i tiri), lasciando a Mignani (che non ha mai battuto Longo e neanche la sua ex squadra da quando è andato via) un senso d’impotenza e il fattore campo saltato 2 volte di fila che in B non succedeva dal 2014.

FIATO SOSPESO. Shpendi scalda subito le mani a Cerofolini e Ciervo spaventa con un tiro deviato, poi su Manè salva Ciofi di testa sulla linea (30’). Con una girata Blesa prende la traversa (36’) e lo fa pure Frabotta con un mancino potente da fuori che trova il legno e la riga (39’). Al rientro Rao con una serpentina va col destro a giro vincente. Il 19enne attaccante fa il suo 1° gol in B e non segnava dal 18 gennaio 2025 nella Spal in C. La riprende subito Ciervo che dal limite piazza il rasoterra all’angolino. Moncini va allo stacco di testa, sul traversone di Nikolaou, e non esulta. Gli assalti forsennati dei romagnoli non bastano.

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CESENA – Non sta nella pelle Moreno Longo: «Speravo di iniziare con una gara così. Avrei voluto vincere con spirito di abnegazione e sofferenza». Poi, frena: «Successo pesantissimo ma non abbiamo risolto nulla, c’è moltissimo da fare. Ho tanta energia e motivazioni, spero che la squadra mi possa rispecchiare». Cambia il mercato? «Il risultato di Cesena non cambia nulla. Ai ragazzi ho chiesto su chi posso contare e prima della chiusura della sessione avrò indicazioni. Non voglio calciatori scontenti o non disposti a battagliare nei prossimi mesi». Rao e De Pieri, largo ai giovani: «Non guardo in faccia nessuno, non conta la carta d’identità, ma ciò che viene espresso in campo. Siamo a un punto di non ritorno. Bisogna guadagnarsi il posto».

RIMPIANTI. Michele Mignani la prende con filosofia: «Chi vince esulta, chi perde spiega anche rispetto all’episodio della palla entrata in porta o no. La squadra ha fatto una grande gara, ha dominato, creato tanto e commesso qualche errore. Alla fine facciamo i complimenti al Bari. Hanno centinaia di tecnologie per controllare e se affermano che non era gol, vuol dire che sarà così». Il rimpianto più grosso: «Penso che sia mancata la zampata vincente in area di rigore, sommata a una buona dose di sfortuna».

M.BOC./INFOPRESS