Corriere dello Sport-Stadio 24 gennaio 2026

di Massimo Boccucci

Umori contrapposti, come la classifica, tra il Cesena che a Reggio Emilia è tornato alla vittoria dopo 2 sconfitte consecutive e il Bari che non ci riesce da 9 giornate con 2 ko alle spalle che hanno spinto De Laurentiis a richiamare Longo, 3° tecnico stagionale dopo Caserta e Vivarini. Un bivio per entrambe, perché i romagnoli vogliono continuare a essere protagonisti provando ad alzare l’asticella e i pugliesi che invece hanno un disperato bisogno di punti per la sopravvivenza. Michele Mignani va contro il suo passato, ripensando a quando ha riportato i Galletti in B per poi sfiorare il salto in A tra tanti rimpianti.

INCROCIO. Il Cesena ha nel Bari, tra le 19 avversarie, la squadra che ha sfidato più volte nella propria storia. Oggi l’incrocio numero 55, col bilancio di 17 vittorie romagnole, 22 pari e 15 ko. Ma l’ultimo successo bianconero risale alla stagione 2013-2014, quando quella B si concluse con l’ultima promozione del Cavalluccio in A a Latina nella finale playoff. All’andata, i cesenati di Bisoli vinsero 2-1 con i gol di Defrel e Succi, attuale responsabile tecnico del settore giovanile (poi Fedato per i pugliesi). C’era un giovanissimo Tommaso Arrigoni in panchina, l’unico che ha vissuto quel successo. Dopo quella partita, le squadre, che nell’estate 2018 sono state azzerate per ripartire dalla D, si sono affrontate 10 volte con 5 pari e 5 vittorie del Bari, l’ultima lo scorso 2 novembre in Puglia. Tabù anche per Mignani, che non ha vinto contro la sua ex squadra e mai in carriera contro Longo.

IN GUARDIA. Mignani sa cosa aspettarsi: «Il Bari viene da un periodo difficile e c’è stato il cambio di allenatore che può porta entusiasmo. Per noi diventa più difficile questa gara, potrebbero cambiare situazioni tattiche. In settimana abbiamo lavorato bene e vogliamo dare continuità alla vittoria di Reggio». Mancherà Bastoni, mentre Blesa sta meglio. Convocati i baby Zamagni e Galvagno.

LONGO DEBUTTA. Longo non ci gira attorno: «Bisogna essere concreti. Speravo di ritrovare il Bari in un’altra situazione. Ho chiesto giocatori più pronti possibile». Avverte i suoi: «Ho bisogno di segnali dai miei giocatori, capire chi è disposto a battagliare. Chi non è convinto deve dirlo. Qui bisogna sporcarsi le mani».

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