LA VICENDA
GUBBIO Una sentenza storica, tra le poche per ora in Italia, riconosce un cospicuo risarcimento economico a due fratelli eugubini nell’ambito del Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità commessi dal Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale. Il tribunale civile di Perugia. con il giudice Gaia Muscato, ha accolto l’azione promossa dai due ricorrenti sui danni non patrimoniali da loro subiti, nonché di quelli patiti dal padre, in conseguenza della morte del nonno, giustiziato per rappresaglia nella strage dei Quaranta Martiri, avvenuta a Gubbio all’alba del 22 giugno 1944.
L’iniziativa giudiziale è stata intrapresa sulla base della normativa introdotta dal decreto legge numero 36 del 30 aprile 2022, convertito con modificazioni nella legge numero 79 del 29 giugno 2022, che ha istituito uno specifico fondo destinato al ristoro delle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità. La famiglia interessata risulta l’unica, tra quelle delle quaranta vittime, ad aver promosso l’azione. Il procedimento è stato seguito dall’avvocato Piero Pieri che con i proprio staff ha curato il contenzioso legale. L’Avvocatura dello Stato ricorre in appello. «È stato necessario procedere a un’approfondita ricostruzione storica – spiega l’avvocato Pieri – di un evento tragico che ha segnato l’intero territorio regionale, trattandosi della più grave strage avvenuta in Umbria durante la guerra. Successivamente si è reso indispensabile procedere a un articolato inquadramento giuridico della fattispecie». Si è così arrivati a individuare la corretta sede (il fatto si è svolto a Gubbio e il tribunale quello territoriale di competenza, sebbene l’Avvocatura dello Stato chiedesse Roma) e ai legittimati passivi cui rivolgere la domanda risarcitoria, chiarendo i conseguenti profili di diritto. «Solo all’esito di questo complesso percorso – osserva Pieri – è stato possibile giungere al riconoscimento sancito dal tribunale di Perugia con una pronuncia corretta, chiara, dettagliata ed esauriente, del tutto congrua e adeguata. Si tratta di un passaggio di particolare rilevanza per l’intera cittadinanza eugubina – sottolinea il legale -, sia sotto il profilo del riconoscimento giuridico del danno subito, sia sotto quello della memoria storica e civile».
La vicenda comincia il pomeriggio del 20 giugno 1944 al caffè Nafissi, in corso Garibaldi, dove alcuni partigiani dei Gap uccisero un ufficiale medico tedesco e ferirono un altro soldato. I tedeschi avevano minacciato dure ritorsioni in caso di eventuali attacchi alle loro truppe: 40 cittadini per ogni ufficiale e 20 per ogni soldato. Iniziò il rastrellamento lo stesso giorno, mentre c’era la ritirata. In quaranta vennero uccisi a colpi di fucile il 22 giugno nella zona dove oggi sorge il mausoleo.
Massimo Boccucci