GENOA 0
PARMA 0
PARMA (4-3-3): Corvi 7; Delprato 6, Circati 6,5, Valenti 6,5, Valeri 6; Bernabè 6,5 (31’ st Sorensen 6), Keita 6, Estevez 5,5; Oristanio 5,5 (37’ st Cremaschi ng), Pellegrino 5 (31’ st Djuric 5,5), Ondrejka 5 (1′ st Britschgi 6). In panchina: Rinaldi, Casentini, Benedyczak, Lovik, Ordonez, Cutrone, Troilo. All.: Cuesta 6
GENOA (3-5-2): Leali 6; Marcandalli 6,5, Ostigard 6,5, Vasquez 6,5; Sabelli 6,5 (32’ st Masini 6), Malinovskyi 5,5 (28’ st Messias 6), Frendrup 6,5, Ellertsson 6, Martin 6; Vitinha 5 (28’ st Ekhator 6), Colombo 6 (44’ st Nuredini ng). In panchina: Lysionok, Sommariva, Thorsby, Onana, Cuenca, Otoa, Fini, Cornet, Venturino. All.: De Rossi 6
Arbitro: Pairetto 6
Note: ammoniti Ondrejka, Valenti, Circati, Ostigard, Vitinha.
Angoli: 7-3 per il Parma. Spettatori: 16.433.
All’idea di uno scatto per la salvezza, Parma e Genoa (senza tifosi al seguito per il terzo e ultimo turno di punizione) preferiscono non farsi del male lasciando che lo 0-0 sia buono per la continuità, tra i ducali dopo il successo a Lecce e un ko nelle ultime 6 giornate e i grifoni con 6 punti in 4 gare positive. In questo pareggio, sotto gli occhi del presidente gialloblù Kyle Krause che sabato ha seguito Parma-Milan femminile e poi inaugurato il “Serafino Lounge” allo stadio, ci sono pochi brividi e qualche mossa buona, come quando Cuesta richiama il ruvido e nervoso Ondrejka per dare più equilibrio con Britschgi. Ha voglia di lasciare ancora il segno Colombo, in gol nelle 3 gare precedenti e più pungente nell’incrocio con Pellegrino, che spaventa Corvi calciando alto e con un rasoterra, e il nervosismo in campo spinge Pairetto ad ammonire Ondrejka, Valenti, Circati e Ostigard che era diffidato e salterà il Bologna. Alla distanza ha più grattacapi Leali, dopo aver messo in angolo un bel mancino di Bernabè, fino al sussulto di Colombo che all’88’ prende la mira e trova il portiere. Il Genoa mantiene in A la porta inviolata dopo 11 trasferte, così come nelle ultime 4 partite contro il Parma, e pareggia al Tardini dopo 3 successi. E DDR alla fine è sicuro: «Nel finale meritavamo di vincere. Ma questo è il calcio».
Massimo Boccucci