di Massimo Boccucci
Falsare un campionato sportivo sta diventando una pessima consuetudine. Lo si vede nel calcio, tra Serie C e dilettanti perché in A e B ci si vergogna di farlo preferendo ignorare certe situazioni scottanti. Lo scenario ora si trasferisce nel basket, dato che la Shark Trapani è stata esclusa dalla Serie A. Epilogo inevitabile, scontato e di fatto annunciato. Uno schiaffo alla regolarità della stagione, quando nello sport le regole sono alla base e prevenire certe situazioni è fondamentale proprio per evitare di dover poi metterci una toppa peggiore del buco. La decisione di far calare il sipario su Trapani, temendo una fine analoga dei siciliani anche del club di calcio più volte penalizzato visto che Valerio Antonini è presidente dell’uno e dell’altro, è arrivata dal giudice sportivo sulla base del rapporto del sostituto procuratore federale dopo l’ultima giornata del girone di andata contro Trento durata pochi minuti, evocando il «principio di lealtà sportiva».
Trapani era già stata penalizzata di 10 punti e nelle ultime partite era rimasta solamente con tre giocatori senior e i ragazzi delle giovanili mandati allo sbaraglio, imbarazzando la pallacanestro italiana anche sul piano internazionale. Il giudice sportivo ha motivato la decisione con «una palese alterazione dell’uguaglianza competitiva delle squadre in campo – si legge -, alterazione che deriva dallo schieramento da parte della Trapani Shark di una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, al fine di disputare formalmente la gara e non incorrere in una seconda rinuncia che comporterebbe il ritiro definitivo dal campionato», e «ritenuto pertanto corretto ed equo assimilare la disputa della gara con una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, gara poi conclusasi a 5’49” del primo quarto per inferiorità numerica, a una vera e propria rinuncia alla stessa».
Adesso i tesserati sono liberi, mentre scende da 16 a 15 il numero di squadre del massimo campionato, con una retrocessione in meno dalla Serie A1 all’A2, e un ripescaggio già sicuro a fine stagione in A2, che salvo rinunce è la migliore tra le retrocesse in Serie B. L’effetto immediato è invece l’annullamento dei risultati delle partite giocate da Trapani, e dunque la perdita dei punti in classifica per chi ha battuto i siciliani. Cambia così la classifica alla fine del girone di andata, valida per determinare le otto qualificate alla Coppa Italia di febbraio a Torino. Paga il conto soltanto il sistema. Ma non chi lo guida. Come al solito.