www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 12 gennaio 2026

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di Massimo Boccucci

Il lunedì del giudizio per il presidente dell’Aia, Antonio Zappi. Il capo degli arbitri sarà giudicato oggi dal Tribunale Federale Nazionale in merito al deferimento ricevuto da parte della Procura Federale per le pressioni sulle dimissioni non propriamente volontarie – secondo il procuratore Giuseppe Chiné con prove documentali alla mano – degli ex designatori di Serie C e D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, per favorire l’inserimento di Daniele Orsato e Stefano Braschi.

Zappi rischia di decadere dalla presidenza, avendo già dieci mesi di squalifica nel suo casellario giudiziario sportivo e peraltro aspetto omesso al momento della candidatura.

Bastano due mesi e un giorno per destituirlo. Si parla di una pena di sei-otto mesi, per alcuni anche più di un anno. Ha fatto una richiesta di accesso agli atti per i contratti di Ciampi e Pizzi (c’è anche Franco Falvo del calcio a cinque) e il contratto dell’avvocato Giancarlo Viglione, totalmente estraneo alla vicenda e in Figc come responsabile relazioni istituzionali e ufficio legislativo.

Il presidente dell’associazione arbitri propone alla Federcalcio le nomine dei designatori e i relativi compensi e dunque dovrebbe conoscerne i contratti, per questo molti hanno pensato che la richiesta di accesso agli atti fosse in realtà un modo per guadagnare tempo.

I maligni hanno messo in correlazione questa mossa con la prospettiva di fine marzo quando l’Italia si giocherà la qualificazione al Mondiale nordamericano di giugno e in caso di esclusione potrebbero saltare tutti i vertici. Comunque, a Zappi sono stati forniti i documenti richiesti. Ora si decide il suo destino.