www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 8 gennaio 2026

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di Massimo Boccucci

Conto alla rovescia partendo dalle medaglie del 2022. Quattro anni fa, l’Italia è tornata dalle Olimpiadi invernali di Pechino con 17 podi che hanno portato due ori (Arianna Fontana nello short track, la coppia Constantini-Mosaner nel curling), sette argenti e otto bronzi. Si gioca in casa ed è naturale attendersi di più grazie al fattore campo.

Quella di Milano Cortina è la quarta Olimpiade in Italia, la terza invernale dopo Cortina nel 1954 e Torino del 2006, ricordando che Roma ha ospitato i Giochi estivi nel 1960. Il prossimo 6 febbraio Milano e Cortina d’Ampezzo ospiteranno, in parallelo, la cerimonia di apertura.

Soltanto gli sport invernali arrivano all’appuntamento clou del quadriennio con un numero così alto di test pre-olimpici. Nei Giochi estivi, nella stragrande maggioranza dei casi, non è così: si lavora per l’Olimpiade e tutto il resto diventa una tappa di passaggio con parecchi che preferiscono nascondersi. La Coppa del Mondo invernale, invece, non modifica più di tanto il suo calendario e ogni weekend è l’occasione per testarsi, valutare i progressi, lo stato di forma.

Un numero di gare così fitto dà anche la possibilità di capire a che punto siamo, al netto di recuperi miracolosi o intoppi dell’ultima ora che tutti vogliono scongiurare. Nelle 16 specialità presenti a Milano Cortina, finora gli azzurri sono saliti sul podio in 12, vincendo in 8: biathlon, freestyle, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità, sci alpino, short-track, slittino e snowboard. Tutto questo non può tradursi in altrettanti ori ai Giochi, perché nei numerosi appuntamenti di Coppa del Mondo hanno vinto anche altri. Però dà l’idea di come, anche negli sport invernali, l’Italia si mantiene competitiva e se la può giocare.

La disciplina con più possibilità è lo snowboard, visti i 16 podi in Coppa del Mondo, con 6 vittorie, 5 secondi posti e altrettanti terzi. Subito dietro lo short track a quota 11 e, in attesa che la portabandiera Arianna Fontana torni al top della condizione, il nome in primo piano è quello di Pietro Sighel che in questa stagione nei 1.000 metri ha messo insieme un primo, un secondo e un terzo posto. Più un secondo nei 500 e un terzo nei 1.500. 

Nove podi con quattro successi nel biathlon dove brillano le stelle vincenti Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi e due volte Tommaso Giacomel. Lo sci alpino conta fin qui 7 piazzamenti sul podio, tre dei quali firmati da Sofia Goggia: il successo nel superG in Val d’Isere il 21 dicembre, i due terzi posti tra discesa e superG a Saint Moritz del 12 e del 13 dicembre. Tre i maschi sul podio: Vinatzer e Franzoni in gigante, Paris nella discesa libera della Val Gardena la settimana prima di Natale. Il resto è tutto per il rientro di Federica Brignone che negli ultimi giorni sta facendo miracolosi passi da gigante nella sua rincorsa olimpica a soli 8 mesi dall’infortunio.