www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 7 gennaio 2026

https://www.ilmessaggero.it/podcast/prima_pagina/7_gennaio_roma_milionaria_la_lotteria_crans_bar_vergogna_ferilli_donna_coraggio_tv-9283389.html

di Massimo Boccucci

Hanno dato un colpo di spugna in Premier League prima il Chelsea e ora anche il Manchester United con il benservito a Ruben Amorim, con la squadra al sesto posto in classifica. Il club ha deciso di cambiare, ritenendo che questo fosse il momento migliore per farlo con la volontà di dare alla squadra – ha fatto sapere la dirigenza – la possibilità per chiudere la stagione nella miglior posizione possibile. Oggi gioca a Burnley, nel ventunesimo turno della Premier, e per ora in panchina va Darren Fletcher, che in squadra ha i figli gemelli diciottenni Jack e Tyler, e la scelta di un nuovo allenatore permanente potrebbe essere rinviata all’estate.

La rottura clamorosa tra la società e Amorim si è consumata in pubblico e facendo parecchio rumore, in perfetto stile Red Devils dopo Sir Alex Ferguson, decennio in cui i trofei vinti sono di gran lunga inferiori agli undici allenatori che si sono succeduti. Amorim, dopo il pareggio con il Leeds, aveva dichiarato di essere allo United per fare il manager e non semplicemente l’allenatore, lanciando un siluro alla dirigenza che ha subito pianificato l’esonero.

Il quarantenne portoghese, che nel novembre 2024 era stato strappato allo Sporting Lisbona, dove si era affermato come uno dei migliori giovani tecnici in circolazione sulla scena europea, pagando 11 milioni di euro, aveva criticato lo United perché non poteva permettersi di accontentarlo sul mercato.

I dirigenti hanno deciso di far fuori Amorim, dopo appena 14 mesi, 63 panchine con la media di 1,43 punti a partita, più per quello che ha detto che per gli scadenti risultati, in un rapporto ormai deteriorato sotto gli occhi stupiti di stampa e tifosi. Un fallimento anche economico, perché come previsto dal contratto lo United dovrà pagare per intero lo stipendio del portoghese fino alla scadenza naturale dell’accordo, alla fine di giugno 2027.

Il Chelsea si è messo alle spalle Enzo Maresca e come previsto ha chiamato al suo posto Liam Rosenior, lasciando senza allenatore lo Strasburgo che ha la stessa proprietà, tra le polemiche della tifoseria e i rilievi della stampa francese, come L’Equipe che nelle ultime ore ha parla di deriva e illusione. Lo Strasburgo si ritrova a metà stagione senza guida tecnica nonostante il buon percorso in Ligue 1 e il primo posto in Conference League. Ma non ha potuto opporsi, essendo controllato dal fondo Usa proprietario del Chelsea, e i Blues naturalmente sono prioritari sui club satellite, come quello francese. Un ruolo subalterno contestato duramente nei mesi scorsi dagli ultrà, che avevano deciso di boicottare la curva per protestare contro il rischio di perdita dell’identità. Rosenior aveva ricompattato l’ambiente, ma adesso crolla tutto.