di Massimo Boccucci
Lo sport non sa difendersi e costruirsi gli anticorpi da chi iscrive la squadra, poi non sa come andare avanti ed è costretto a barcamenarsi fino al ritiro falsando i campionati. Nel calcio succede ogni anno, nei professionisti e anche tra i dilettanti. Adesso c’è una brutta storia che viene dal basket. La Shark Trapani non si è presentata per la partita in programma domenica scorsa a Bologna contro la Virtus. La decisione è stata comunicata dal club siciliano al termine di un carteggio con le istituzioni del basket iniziato chiedendo alla Lega e alla Federazione Pallacanestro il rinvio a data da destinarsi della partita per il numero ridotto di giocatori su cui poter contare.
La Lega Basket Serie A, che organizza il campionato, a cui poi si è aggiunta anche la Federazione con una comunicazione analoga, ha risposto ai siciliani, che non hanno mai contattato la Virtus, di non ravvisare le cause di forza maggiore per disporre il rinvio. Omologato il punteggio di 20-0 a tavolino per Bologna da parte del giudice sportivo che, inoltre, ha punito il club siciliano con un punto di penalizzazione arrivando a 9 punti decurtati e un’altra multa di 50mila euro.
In termini di multe alla società costa meno la rinuncia rispetto a scendere in campo perché Trapani avrebbe subito un’ammenda di 50mila euro per ciascun giocatore mancante dei 12 da regolamento, non potendo aggiungerne altri per via del blocco del mercato imposto dalla commissione di controllo a causa del debito con l’Agenzia delle Entrate.
Nonostante questa situazione, il patron Valerio Antonini (inibito per due anni) ha annunciato che la squadra sarà presente ai prossimi impegni, oggi in Basketball Champions League in Bulgaria contro l’Hapoel Holon e domenica prossima in casa contro Trento, senza più il coach Jasmin Repeša dimissionario e nel fuggi fuggi generale dei giocatori che si accasano altrove lasciando la barca mentre affonda. Tanti club aspettano di capire se i giocatori si libereranno da soli, senza bisogno di pagare. Cioè se Trapani non va avanti, ben sapendo che non potrà esserci una seconda rinuncia a giocare, pena l’esclusione dal campionato.
Nei giorni scorsi lo stesso Antonini, tra una richiesta di danni a tutti e una minaccia di ricorso al Tar per sospendere la Serie A, aveva minacciato il ritiro dal campionato. Domani, infine, è previsto un altro giudizio al Tribunale Federale sul filone delle possibili irregolarità nell’iscrizione al campionato. Questa settimana potrebbe essere decisiva, ma la strada intrapresa non sembra portare lontano.