www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 24 dicembre 2025

di Massimo Boccucci

Non siamo su “Scherzi a parte”, anche se pare. Milan-Como non si giocherà a Perth. Prima sì, poi no, poi sì, adesso è definitivamente no. La lunga trattativa andata avanti per settimane è saltata. Questa triste storia, diventata tragicomica, si è spinta oltre ogni ragionevolezza. Ma sbaglia chi pensa che la rinuncia si deve ai tifosi e giocatori insorti dopo la folle prospettiva di una partita di campionato portata da San Siro in Australia, fissata per l’8 febbraio e avversata fin dall’inizio.

La Lega Serie A si è arresa, con tutto il carrozzone capitanato dal Milan per quanto Rabiot e Maignan avessero guidato la rivolta, perché i problemi sono diventati insormontabili. Ci sono di mezzo i soldi, visto che si sono offuscate pure le certezze economiche alla base di quest’affare che calpestava l’identità nazionale del campionato, perfino con l’imposizione di arbitri stranieri.

Sono diventati uno scoglio le garanzie e le eventuali penali, che avrebbero coinvolto anche il governo dell’Australia Occidentale, riferimento chiave nell’organizzazione della gara. Si sono rivelate, alla fine, inaccettabili tutte le condizioni poste dalla Confederazione asiatica che avrebbe ospitato la partita, con tante complicazioni nella vicenda dagli aspetti tenuti perlopiù segreti, alla faccia della trasparenza e calpestando tutto, compresi i tifosi rossoneri abbonati.

Milan e Como avevano accettato alcune condizioni, come la scelta dell’arbitro, da individuare tra i direttori di gara della federazione asiatica, e ci sono state complicazioni pure sull’uso di nome e logo della Lega Serie A. Il presidente di Lega, Ezio Simonelli, si era sbilanciato prima della semifinale di Supercoppa tra Napoli e Milan, dichiarando che la partita si sarebbe giocata in Australia e facendo riferimento all’incontro con il presidente della Fifa, Gianni Infantino, definito «molto cordiale», ma con il giallo sulle rassicurazioni del capo degli arbitri Pierluigi Collina sulla qualità dei direttori di gara asiatici. Il sipario sull’Australia cala impietosamente. Il calcio italiano con i suoi vertici ne esce malissimo. L’ennesima figuraccia di una lunga serie.