www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 22 dicembre 2025

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di Massimo Boccucci

In un calcio tritatutto, che conserva troppo poco di passioni ed emozioni in mezzo al business estremo, agli interessi sopra ogni cosa e ai risvolti peggiori, è diventata virale la storia di Luciano Spalletti che, arrivato alla Juventus, ha ripensato alla vicenda di due giovani calciatori della Primavera bianconera morti per assideramento il 15 dicembre 2006 a Vinovo nel tuffarsi per recuperare dei palloni in una vasca d’acqua piovana.

Una tragedia che colpì non soltanto l’ambiente juventino. Spalletti all’epoca allenava la Roma e quei due nomi, Alessio Ferramosca e Riccardo Neri, non li ha mai dimenticati. Conosce la famiglia Neri, toscana come lui. Partecipa agli eventi in memoria dei ragazzi ed è andato molto oltre, facendo della memoria qualcosa di unico, senza precedenti, e che scava a fondo nei buoni sentimenti.

Quando ha preso in mano la Juve è andato subito a vedere il luogo dove i due hanno perso la vita. Ma vuole lasciare un segno più forte: li inserisce sempre, puntualmente, nell’elenco dei convocati per l’allenamento. Numero 12 Neri tra i portieri e numero 17 Ferramosca talentuoso centrocampista.

Questa vicenda è emersa solamente in questi giorni, a distanza di quasi vent’anni e si sta rivelando una testimonianza davvero speciale, immaginando che in qualche modo quei due ragazzi abbiano realizzato un sogno perché adesso ci sono anche loro con la Juve dei grandi. Complimenti Spalletti.