LA CERIMONIA
GUBBIO Il pozzo nel chiostro della basilica di Sant’Ubaldo, sul monte Ingino, ha visto importanti lavori di restauro con la riconsegna alla comunità dopo il completamento dell’intervento. La cerimonia inaugurale si è svolta con la presenza del rettore del santuario, don Giuseppe Ganassin, e con lui il vicerettore don Pietro Benozzi, insieme al sindaco Vittorio Fiorucci, all’assessore alla Cultura Paola Salciarini e la Famiglia dei Santubaldari. Il sindaco ha sottolineato il valore del restauro di «qualcosa che è caro al cuore di tutti gli eugubini perché si trova nella basilica dove riposa incorrotto il corpo del patrono Sant’Ubaldo. Un intervento che restituisce valore a un luogo profondamente legato alla storia e all’identità di Gubbio».
La Famiglia ceraiola ha seguito da vicino l’iter del progetto e dei lavori, che ha finanziato per intero, eseguiti dall’azienda locale Ikuvium. Gli esperti restauratori sono intervenuti su tutte le parti del pozzo, quella in arenaria e in muratura con mattoni, e quella caratterizzata dalle strutture in metallo. L’intervento complessivo ha riportato il pozzo al suo antico splendore nel chiostro realizzato in laterizi, con arcate e volte a crociera nelle cui lunette s’intravedono i resti di affreschi cinquecenteschi. Il chiostro porta ai pilastri che, accanto all’ingresso della chiesa, presentano un basamento in marmo palombino, con alcuni bassorilievi raffiguranti gli stemmi dei Montefeltro e del Comune di Gubbio e il Cristogramma. La basilica venne edificata su una preesistente piccola chiesa dedicata a Sant’Ubaldo e sulla pieve di San Gervasio e Protasio. I lavori iniziarono nel 1513 e affidata ai Canonici regolari lateranense a cui era appartenuto il santo.
Massimo Boccucci