www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 18 dicembre 2025

di Massimo Boccucci

Calcio e delinquenti mascherati da tifosi. Fanno rumore le motivazioni delle condanne per quasi 90 anni di carcere a carico di 16 imputati nel processo abbreviato dopo il blitz “Doppia curva”. Sullo sfondo i rapporti degli ultras nerazzurri con la ‘ndrangheta e l’accordo tra le due curve per i ricavi della finale di Champions League 2023, con il giudice che ha riconosciuto risarcimenti a favore delle parti civili Lega Serie A, Inter e Milan.

Per il club nerazzurro si parla di «rapporti di sudditanza», per la curva rossonera si sottolineano «affari da 100mila euro». La «volontà di non spartire con nessuno la gestione e gli introiti» della Curva Sud milanista ha «motivato le azioni di intimidazione e di violenza», assicurando guadagni illeciti, come con la «rivendita dei biglietti» superiori a «100mila euro l’anno». La Curva Nord interista, invece, era «un mero contesto materiale di copertura», si legge, sempre per i business illegali e con «un rapporto di protezione di matrice mafiosa», che aveva l’avallo del clan della ‘ndrangheta dei Bellocco.

Sono le motivazioni in 300 pagine della sentenza del 17 giugno scritte dal giudice per l’udienza preliminare di Milano, Rossana Mongiardo, che ha inflitto pene per quasi 90 anni di carcere a carico degli imputati nel processo abbreviato scaturito dalle indagini dei Pm della Dda Paolo Storari e Sara Ombra e che avevano portato al maxi blitz “doppia curva” del settembre 2024 di Polizia e Guardia di Finanza.

Sia il club rossonero che quello nerazzurro sono stati sottoposti dalla Procura di Milano a un procedimento di prevenzione e in questi mesi le due società hanno lavorato anche per recidere i rapporti malsani con le tifoserie organizzate. Dirigenti e calciatori erano pure stati sentiti a verbale dopo il blitz del 2024.

Sui rapporti tra i dirigenti e i tifosi, raggiunti anche da provvedimenti punitivi e restrittivi, restano le rivelazioni di Andrea Beretta, ex capo ultras della Curva Nord dell’Inter arrestato per l’omicidio di Antonio Bellocco, che ha dichiarato come parlasse con la società nerazzurra nonostante il daspo a suo carico, fino a riferire di aver incontrato anche l’attuale presidente Giuseppe Marotta, che sarebbe stato a conoscenza del provvedimento a suo carico. Marotta, del quale si è occupato Report, trasmissione d’inchiesta su Rai Tre, è anche un consigliere federale e si è sempre dichiarato estraneo a ogni coinvolgimento tra i silenzi su eventuali inchieste.