di Massimo Boccucci
Il trascinatore è Tommaso Berti, eletto a furor di popolo bianconero come l’anima e il tuttofare del Cesena che duella per la promozione diretta in Serie A senza mettersi limiti. Tutto merito del 4° successo consecutivo al “Manuzzi”, che all’inizio non stava portando grandi soddisfazioni visti 2 pareggi e una sconfitta a fronte di 5 trasferte vinte su 6. Il 21enne centrocampista cesenate, che porta sul campo i colori della sua terra, si sta rivelando un giocatore sempre più determinante, tanto da far dire a qualcuno che questa squadra dipende molto da lui.
DETERMINANTE. Contro il Mantova, un mancino sul palo che arriva a Blesa a segno ma in fuorigioco, poi un altro tiro sulla cui respinta si fionda Shpendi in gol e questa volta regolare, aggiungendo un passaggio a Shpendi e il peso nell’azione dell’autogol mantovano. Libero di muoversi, d’inserirsi e di colpire negli 81’ in cui è rimasto in campo. Michele Mignani lo responsabilizza sempre di più e il giovanotto non si tira indietro, forte di 16 presenze per 1.201’ giocati con un gol (nel 2-1 contro la Carrarese in casa) e 5 assist (l’ultimo nella trasferta di Padova prima della vittoria col Mantova). Non si vuole fermare qui, ecco perché il suo crescendo sa di avviso alla Juve Stabia, attesa al “Manuzzi” per l’ultimo impegno interno del 2025.
MARATONETA. Berti si rivela il polmone, al punto da ritrovarlo tra i migliori maratoneti d’Europa con una media di oltre 11,5 chilometri percorsi, che ne fanno uno dei giocatori che copre di più il campo in Europa. Numeri importanti, tenendo conto che delle 16 partite giocate sin qui, ben 13 non le ha giocate interamente e che, se si tiene delle 3 gare passate sempre in campo (contro Reggiana, Spezia e Monza) la media sale addirittura a quasi 12 chilometri, con il picco toccato a Monza dove nei 90’ ha raggiunto 14,2. Mignani si gode lui e i suoi giovani terribili dopo la rimonta pazzesca, da 0-2 al 3-2, col Mantova: «I ragazzi hanno fatto una piccola impresa. È bello vedere una reazione così, con un gruppo che ha spirito di sacrificio, voglia di vincere i duelli e andare al di là dei propri limiti per ribaltare tutto. Significa che i ragazzi credono tanto in quello che stanno facendo che speriamo sia frutto di qualcosa che stiamo costruendo».
ADDIO A ZANDOLI. Si è spento ieri mattina, a 78 anni, l’ex attaccante bianconero Flaviano Zandoli. Nativo di Gambettola, era entrato nel settore giovanile del Cesena per poi passare nel 1963 alla Juve senza però riuscire a debuttare in 1ª squadra. A Cesena tornò in prestito nel 1967-1968 e poi per 2 stagioni dal 1978 al 1980, con un totale di 66 presenze e 8 reti. Ha allenato la Primavera (1994-1995) e per anni ha collaborato alla Savignanese. I funerali si svolgeranno domani, alle 10, in duomo a Cesena.
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