Il Messaggero Umbria 15 dicembre 2025

SERIE C

GUBBIO Non ha un bel colore la classifica, con quei 19 punti, in mezzo al guado. Il Gubbio è costretto a guardarsi anche alle spalle, oltre alla zona playoff più distante dopo 7 partite con 6 pareggi e una sconfitta, una sola vittoria nelle ultime 13 giornate, un solo successo al Barbetti (20 settembre, 1-0 col Bra) in 9 gare con 7 pari dei 10 in totale.

Dopo una buona partenza (sul campo 3 vittorie e 2 pari nei primi 5 turni), il passo è diventato lento con un’involuzione. Mimmo Di Carlo ha deciso di cambiare modulo sabato pomeriggio contro la Torres, passando alla difesa a quattro, ma non è bastato per scuotere la squadra, tra le pesanti assenze che hanno condizionato. Con la prospettiva dell’ultima partita del girone di andata, sabato prossimo a Pineto (ore 17.30), c’è la consapevolezza che girare a 20-22 punti è fondamentale, ne vale anche per il futuro della panchina.

IL QUADRO

Di Carlo si giocherà tutto in Abruzzo: non potrà perdere e se dovesse arrivare l’ennesimo pareggio bisognerà vedere la prestazione. Il presidente Sauro Notari ha due tecnici a libro paga, ricordando l’esonero estivo di Gaetano Fontana che è stato allertato dal Campobasso prima della gara interna col Perugia (la vittoria dei molisani ha puntellato la panchina di Luciano Zauri). Difficilmente Notari prenderà in considerazione l’ingaggio di un terzo allenatore, per questo in caso di avvicendamento potrebbe tornare Fontana, verificando le condizioni. Di Carlo punta a svoltare ritrovando, dopo l’emergenza di sabato, i vari Signorini e Podda (al rientro dalla squalifica), Fazzi, Carraro, Bruscagin e La Mantia, mentre per Minta se ne riparlerà a gennaio (si sta curando a Sassuolo da un serio problema muscolare).

Si ragiona anche sulle due espulsioni consecutive (Conti con la Torres dopo il capitano Signorini a Piancastagnaio) e sul pellegrinaggio tra i campi di allenamento.

L’APPELLO

Conosce il peso del momento il centrocampista Giacomo Rosaia, 32 anni, alla quarta stagione in rossoblù e inserito tra i nuovi ambasciatori nel Club dei 100 ufficializzato dalla Lega Pro, ovvero i calciatori che hanno almeno 100 presenze nella stessa squadra: «Siamo in difficoltà soprattutto perché la squadra a livello numerico è ai minimi termini. La continuità negli allenamenti si è persa poiché in tanti stanno facendo terapie e quindi il gruppo ha una minore coesione. Il momento è delicato».

Parla a cuore aperto dell’ambiente: «Capisco il malumore dei tifosi, possiamo fare molto meglio. Al di là delle difficoltà, abbiamo cercato di vincere ma non ci siamo riusciti. Dobbiamo fare quadrato per uscirne tutti insieme».

I campi di allenamento possono essere una causa dei tanti infortuni? «Sono stati fatti dei lavori all’antistadio del Barbetti, dove passiamo molto tempo, e quando andiamo ad allenarci a Gualdo Tadino il terreno di gioco è perfetto. Insomma, non è questo il problema. Non ci sono alibi».

Massimo Boccucci