www.ilmessaggero.it Prima Pagina podcast 13 dicembre 2025

di Massimo Boccucci

Il calcio contaminato dalla politica. Pensava di aver fatto una cosa normale il presidente della Fifa, Gianni Infantino, inventandosi un premio per la pace consegnato a Donald Trump a Washington nel giorno del sorteggio dei Mondiali 2026 in Usa, Canada e Messico. Invece, un’associazione onlus che si dedica ai diritti umani ha chiesto alla commissione etica della Fifa di aprire un’indagine su Infantino.

Fair Square, un ente no-profit dedicato alla ricerca sulla violazione dei diritti umani e sulla repressione politica nello sport, ha scritto in una lettera aperta che il premio Fifa Peace Prize assegnato al presidente statunitense «violerebbe l’obbligo di neutralità della Fifa». E che, così facendo, Infantino starebbe «unilateralmente» decidendo i valori, la direzione strategica e le politiche della Fifa.

La forzatura, innegabilmente, c’è. Il premio, istituito dalla stessa Fifa lo scorso mese, pochi giorni dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace all’attivista venezuelana Maria Corina Machado, è stato visto da alcuni come un modo di dare un contentino a Trump. A ottobre, infatti, Infantino aveva scritto su Instagram che Trump «meritava» il Nobel per la Pace.

Lo stesso Infantino, al momento dell’assegnazione del Fifa Peace Prize, ha dichiarato che Trump «è il leader che vogliamo» e che «potrà sempre contare sul suo appoggio». E il mese precedente, a Miami, Infantino aveva pontificato che «tutti dovremmo dare il nostro supporto al lavoro che Trump sta facendo negli Stati Uniti perché sta ottenendo ottimi risultati».

Il presidente americano aveva ricevuto un certificato, una medaglia che ha subito appeso al collo e un trofeo raffigurante mani protese verso un pallone di calcio. Lo stesso Trump aveva dichiarato di essere «profondamente onorato» dal gesto della Fifa. Per Nicholas McGeehan, direttore di Fair Square, va sottolineata «la governance assurda della Fifa permette a Infantino di ignorare le regole della stessa Fifa in modi che sono pericolosi e contrari agli interessi dello sport più popolare del mondo».

La commissione etica non ha voluto commentare, come è prassi in questi casi. Ma, in base allo statuto Fifa, è libera di aprire un fascicolo su Infantino qualora lo ritenesse opportuno. Di opportuno in questa storia c’è davvero poco.