di Massimo Boccucci
Rischia di saltare Milan-Como a Perth in Australia. La discussa e contestata trasferta in una terra lontanissima, fuori dalla dimensione di un campionato nazionale, è in sospeso, con i due club in contatto costante con la Lega di Serie A per capire come organizzare nel caso in cui si arrivasse al no definitivo. In verità una risposta della Fifa potrebbe arrivare a breve, proprio su sollecitazione della Lega stessa.
Il presidente Ezio Simonelli, incurante sia delle critiche arrivate da ogni dove, con i tifosi infuriati, che della retromarcia in Spagna dove sono stati i calciatori con il loro sindacato a ribellarsi, ha chiesto agli organi competenti che venga presa una decisione finale, che sia negativa o positiva, e spera di ricevere una comunicazione ufficiale entro una decina di giorni, evidentemente prima di Natale.
L’amministratore delegato Luigi De Siervo e Simonelli hanno sperato, in questi mesi, di organizzare la prima partita di campionato della storia fuori dai confini italiani. Ma le indiscrezioni che arrivano nelle ultime ore portano tutte verso un’unica direzione, ossia che l’ipotesi Perth sta per concludersi negativamente per chi sognava di vedere la prima partita di Serie A all’estero, per la soddisfazione invece di chi questa prospettiva l’ha sempre considerata ridicola.
Il pessimismo si è diffuso soprattutto a causa di alcune regole rigide imposte dalla federazione asiatica, in particolare sui diritti commerciali nello sponsorizzare il match, oppure sulla scelta della terna arbitrale che secondo l’Asian Football Confederation dovrebbe essere australiana e non italiana. Una serie di condizioni che hanno portato a una fase di stallo difficilmente superabile, a meno di un intervento forte da parte della Fifa.
La gara dell’8 febbraio, dunque, potrebbe giocarsi a San Siro. L’unica alternativa possibile è quella di spostare la data di febbraio al 17 oppure al 24, con Milan e Como che non disputeranno le coppe e dunque disponibili ad accettare questa soluzione. Poco importa se ancora una volta il calendario sarà alterato con l’ennesimo duro colpo alla credibilità e regolarità del campionato.
Si avverte tutta la soddisfazione delle tifoserie per le complicazioni australiane e anche i giocatori avrebbero mille motivi per essere contenti della mancata trasferta in Australia, per evitare lunghi viaggi e possibili infortuni. Si eviteranno almeno quaranta ore di volo totali, tra andata e ritorno, in pochi giorni, e di conseguenza sia jet lag e fuso orario che potrebbero aggravare le prestazioni, ricordando come Rabiot e Maignan non abbiano avuto peli sulla lingua ad avversare la folle prospettiva.