SERIE C
GUBBIO «C’è qualcosa che non va ed è inutile cercare le giustificazioni quando non si trovano. Serve capire cosa stia veramente accadendo, bisogna parlare con la squadra», così il presidente del Gubbio Sauro Notari sul momento dei rossoblù. «Ci sono troppi giocatori fuori, da Saber a Murru, Tentardini, Spina e Bruscagin. Poi ci mettiamo del nostro. Bisogna intervenire e parlare con il mister intorno a un tavolo per risolvere le problematiche. Se stiamo tutti zitti – prosegue Notari – finisce come colui che sta male e non l’affronta facendo finta di nulla. Contro la Pianese abbiamo giocato praticamente senza centrocampo, con solo due giocatori in mezzo e tre attaccanti, sinceramente in trasferta mi pare troppo».
Il patron rossoblù è furibondo dopo il sabato nero per la sconfitta che interrotto una striscia di 6 risultati positivi e 5 pareggi consecutivi che già frenavano la corsa del Gubbio e le aspettative. Delusione a Piancastagnaio per quale aspetto in particolare? «Direi soprattutto un approccio sbagliato, dovevamo coprirci di più, e poi va messa in campo la squadra migliore che possa rendere al meglio. Poi si possono fare le modifiche, non in partenza ma dopo. Volevo lasciare lo stadio, non mi stavo divertendo, non mi piaceva come stavamo giocando. Abbiamo gli infortunati in giro per l’Italia, devono stare a Gubbio e la situazione va analizzata e gestita caso per caso. Devo affrontare questa cosa fin da subito. C’è qualche giocatore sottotono, dobbiamo parlare prima che la situazione ci sfugga di mano».
Teme per la classifica? «Non è proprio da buttare, ma è un segnale che tutti si stanno organizzando per uscire da certe situazioni. Il Gubbio deve capire il campanello d’allarme per riuscire a riprendersi». Pensa al mercato di gennaio? «Al direttore Leo ho chiesto d’intervenire sui giocatori che non rientrano nei nostri piano e trovare un paio di opportunità per l’organico. Prima, però, vanno recuperati i nostri. Abbiamo dei giocatori a spasso e bisogna ripartire da quelli: è il sistema che ha problemi». Leo cos’ha risposto? «Ha capito come la penso, sa quello che voglio. Ci ho parlato a lungo, mi ha dato ragione ma io cerco i fatti e non tanto la ragione. Non rimprovero nessuno, sia chiaro, però va cambiato registro». Di Carlo è in discussione? «No, si ragiona e non bisogna essere impulsivi. Guai a fare le cose affrettate, non portano bene. Vediamo come muoverci, prima se ne parla. Ricordo Braglia: lui veniva sempre un paio di volte da me e ci confrontavamo, anche per il cambiamento da tre a quattro in difesa. C’è voluto un po’ e quando ha cambiato modulo è andata meglio. Adesso qualcosa bisogna fare». Partita chiave con la Torres sabato prossimo al Barbetti? «Fondamentale, da non prendere sottogamba e da vincere a ogni costo. Chi sta male dovrà stare bene».
Massimo Boccucci