di Massimo Boccucci
Evitate Inghilterra, Croazia, Francia, Norvegia, e soprattutto il gruppo con Brasile e Marocco. Questa è già una buona notizia per l’Italia, che però ai Mondiali di calcio 2026 prima deve andarci. Se gli azzurri usciranno vincenti dai playoff, dalla quarta fascia approderebbero nel girone B con i padroni di casa del Canada, l’incubo Svizzera e l’incognita Qatar. Questo ha deciso il sorteggio a Washington.
Ora l’Italia cercherà il pass mondiale nella semifinale contro l’Irlanda del Nord, il 26 marzo a Bergamo, ed eventualmente contro la vincente di Galles-Bosnia il 31 marzo in trasferta. Il futuro azzurro, se andrà bene, è stato scoperto alla cerimonia aperta da Andrea Bocelli con le note di “Nessun dorma” al Kennedy Center di Washington. Nel palco d’onore c’erano Donald Trump e il presidente della Fifa, Gianni Infantino.
L’Argentina campione in carica è stata inserita nel girone J con Austria e Algeria, mentre il Brasile di Carlo Ancelotti nel girone C ha come avversari Marocco e Scozia. La Francia nel gruppo I ha trovato il Senegal e la Norvegia di Haaland, mentre la Spagna nel girone H se la vedrà con l’Uruguay e l’Arabia Saudita.
Infantino, prima del sorteggio, ha consegnato a Trump il premio Fifa per la pace «per le sue azioni eccezionali e straordinarie – ha detto – nel promuovere la pace nel mondo». Infantino ha definito il Mondiale un evento unico, come 104 Superbowl in un mese, e stellare con 6 miliardi di persone che guarderanno questi mondiali da tutto il mondo. L’ha definita come «la coppa più grande della storia». Ma la formula fa ancora discutere con tre Paesi ospitanti, 16 città e 48 squadre. Un carrozzone che fa rima con il rischio della confusione.
Trump, con accanto la presidente messicana Claudia Sheinbaum e il premier canadese Mark Carney, ha ricordato di aver visto Pelè giocare «quando era bambino» e di aver pensato che «era uno dei migliori». Tutto in perfetto show all’americana. Ora vediamo se l’Italia riuscirà a trovare posto in questo show.