di Massimo Boccucci
Il lungo appassionato e devoto ultimo saluto al fuoriclasse del tennis italiano Nicola Pietrangeli, ieri mattina a Roma nello stadio a lui intitolato al Foro Italico, con accanto al feretro la Coppa Davis appena conquistata dall’Italia del capitano Filippo Volandri, la terza consecutiva di questo ciclo magico e la quarta della storia dopo lo storico trionfo di Santiago del Cile nel 1976, l’impresa più grande del Pietrangeli uomo e condottiero. E anche il vessillo della Lazio, di cui era un grande tifoso.
Il commiato è proseguito con la commemorazione, tra sportivi, dirigenti e tifosi, che ha visto l’intervento del presidente federale Angelo Binaghi. Poi, nel pomeriggio, i funerali in forma privata nella chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio. È stato letto un brano della sua autobiografia “Se piove, rimandiamo”. Niente pioggia, i figli l’hanno rimarcato.
Se n’è andato a 92 anni il campione che ha portato il tennis vero in Italia, che ha fatto conoscere i trionfi e trasmesso emozioni nell’altro secolo, che ha trovato posto – unico italiano per ora – nella Hall of Fame. Nelle tre ore di camera ardente, con il feretro al centro del campo Pietrangeli, ha trovato posto un maxi schermo che ha proiettato le immagini di Nicola, con la fila dal tunnel.
La famiglia e la Federazione hanno organizzato le esequie, rispettando le volontà del campione, comprese le musiche con la voce di Charles Aznavour e la canzone My Way di Frank Sinistra come esplicita richiesta presente nella biografia che racconta la sua vita. C’era tutto il mondo dello sport, dal Coni al governo, alle personalità del mondo di ieri e di oggi. Il suo mondo. Da ogni dove gli hanno reso omaggio, con messaggi sui social come quello rimbalzato di Rafael Nadal.
Ha preferito tenere spenti i riflettori Jannik Sinner, che sulla scomparsa di Pietrangeli non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica né un post sul web. Si è appreso che ha espresso le sue condoglianze in forma privata alla famiglia. I social che fanno riferimento al numero 2 del mondo hanno evidenziato come non ci sia stata disattenzione né un volersi tirare fuori, ma una scelta chiara di discrezione e autenticità. «Sinner ci ricorda – è stato scritto – che il rispetto e il cordoglio hanno un valore profondo, anche e forse soprattutto quando sono lontani dalla necessità di essere pubblicati e misurati con i like. È un gesto di grande maturità che antepone i sentimenti veri all’obbligo dell’apparire». Pietrangeli avrà gradito.