di Massimo Boccucci
Si può fare. Ovvero avere la quinta squadra italiana in Champions League per la prossima stagione nella formula di Alexsander Ceferin, che ha trasformato una coppa in un mezzo campionato. L’obiettivo è concreto e si lega al ranking Uefa, quello stilato sul coefficiente club per Paese relativo alla stagione in corso. Chi chiuderà ai primi due posti di questa speciale classifica avrà diritto a un posto aggiuntivo nella prossima edizione della massima competizione europea. Al momento l’Italia è terza, a ridosso dunque dell’ultimo piazzamento utile, con 9.571 punti. Una risalita considerevole, rispetto a qualche settimana fa, aiutata dalle vittorie pesanti di Juventus, Napoli e soprattutto dell’Atalanta, che ha sconfitto una formazione tedesca, l’Eintracht. È proprio la Germania, infatti, a precedere l’Italia in classifica a quota 9.857, mentre l’Inghilterra – che ha ben 9 squadre impegnate nelle coppe – è prima a 10.833.
L’Italia non può permettersi di guardare solo avanti, perché dietro la classifica è piuttosto corta. Il Portogallo segue a 9.400, quindi sarà ancor più importante Benfica-Napoli del prossimo turno, poi ci sono Polonia con 9.375 punti, Spagna e Cipro sorprendentemente appaiate con 9.250. Si prosegue con la Francia a 8.214, la Danimarca con 8.125 e la Grecia con 7.100 punti.
Sarà necessaria, specialmente quando ci sarà da proseguire oltre le fasi a girone unico delle tre competizioni continentali che danno sempre meno la cifra tecnica e sempre più quella economica nel bel mezzo di una battaglia. Perché non va dimenticato che Ceferin resta terrorizzato dalla Superlega, specie dopo che il Real Madrid e la società A22 Sports Management, che avrebbe voluto organizzare il super torneo con i club più forti d’Europa, hanno deciso di fare una causa contro la Uefa chiedendo un risarcimento di 4 miliardi e mezzo di euro.
L’ha confermato lo stesso presidente del Real Madrid, Florentino Pérez, nel corso dell’assemblea del club. Il presidente dell’Uefa ha ricevuto una lettera dalla società dove viene esortato a conformarsi alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea e ad approvare la Superlega. Il braccio di ferro continua anche se l’indebolito Ceferin non molla.