di Massimo Boccucci
CESENA
Come si cambia, dall’essere il terrore di tutti in trasferta (5 vittorie e una sconfitta prima degli ultimi 2 ko consecutivi fuori) all’aver cominciato a vincere al Manuzzi, visti i successi in serie contro Carrarese e Avellino. Stasera c’è il gran derby col Modena e la tabella prevede la reazione dopo il ko a Monza. Michele Mignani cerca l’equilibrio migliore per una squadra che non conosce mezze misure, avendo pareggiato appena 2 volte in 13 giornate di campionato. Nelle ultime 4 giornate c’è stato un cambio drastico del percorso tra 2 vittorie in casa, dopo aver provato invano nelle prime 3 partite casalinghe con Entella, Palermo e Reggiana, e 2 sconfitte esterne a Bari e Monza, che hanno tirato in porta complessivamente 3 volte ottenendo di tutto di più.
PORTA CHIUSA. Il tecnico vuole, intanto, che la porta resti chiusa: «Dall’inizio del campionato – confessa – siamo riusciti a non prendere gol soltanto in 2 partite. Questo ci ha penalizzati, perché avremmo avuto qualche punto in più. Bisogna lavorare su questo fronte, a volte si riesce a fare un gol in più degli altri, mentre altre volte no. È importante non subire gol evitabili. Però, la cosa più rilevante è che la squadra, anche in una gara persa come a Monza, abbia fatto la prestazione e, al di là dei complimenti, è fondamentale che sia rimasta in partita fino all’ultimo, perché questo è il segnale più importante».
RIPARTENZA. Mignani guarda solo avanti: «Non ripartiamo dal secondo tempo giocato, preferisco dire partiamo perché parlando di ripartire sembra che dobbiamo ricominciare qualcosa, invece non abbiamo interrotto niente». Sull’avversario: «Il Modena, oltre a essere una squadra fisica, ha anche tecnica. Penso che la differenza più grande rispetto al Monza, sia che hanno ritmi più alti. Loro arrivano spesso direttamente verso la porta, utilizzando anche il portiere come catapulta perché è dotato di un gran calcio e consente di portare tanti uomini dentro l’area di rigore».
EFFETTO BERTACCINI. Per il centrocampista Filippo Bertaccini è la settima convocazione consecutiva dopo il debutto in prima squadra a Monza. Il figlio di Davide Bertaccini (ex portiere in C con Civitanovese, Fermana e Fiorenzuola, oltre all’esperienza con il Cervia allenato da Ciccio Graziani nella prima edizione del reality “Campioni il sogno” con la storica promozione in D che ha tenuto davanti alla tv milioni di italiani). Filippo è il quinto made in settore giovanile bianconero ad aver debuttato in B negli ultimi 15 mesi dopo Berti, Pieraccini, Francesconi e Shpendi. Il 18enne della Primavera è stato anche più precoce degli altri, che ci sono riusciti tra 20 e 21 anni.
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