VERONA 1
PARMA 2
VERONA (3-5-2): Montipò 6; Bella-Kotchap 6 (43’ st Harroui ng), Nelsson 5 (19’ st Nunez 6), Frese 5; Belghali 6, Akpa Akpro 5 (1’ st Al-Musrati 6), Gagliardini 6, Bernede 5,5 (9’ st Mosquera 6,5), Bradaric 6; Giovane 5,5, Orban 5,5 (19’ st Sarr 5). In panchina: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Yellu, Valentini, Slotsager, Ebosse, Niasse, Fallou, Ajay. All.: Zanetti 5,5
PARMA (3-5-2): Corvi 6; Delprato 6,5, Troilo 6,5, Valenti 6; Britschgi 6 (32’ st Valeri 6), Bernabè 6 (40’ st Estevez ng), Keita 5, Sorensen 7, Lovik 6; Cutrone 5,5 (32’ st Benedyczak 5,5), Pellegrino 8. In panchina: Guaita, Rinaldi, Almqvist, Ondrejka, Begic, Oristanio, Hernani, Ordonez, Cremaschi, Djuric, Trabucchi, Conde. All.: Cuesta 7.
Arbitro: Pairetto 5,5
Reti: 18’ pt Pellegrino, 20’ st Giovane, 35’ st Pellegrino.
Note: ammoniti Delprato, Pellegrino, Giovane, Britschgi, Al-Musrati, Gagliardini, Frese. Angoli: 4-4. Spettatori: 26.266
Carlos Cuesta fa il primo colpo in trasferta (il 25 maggio a Bergamo il precedente) e ritrova col Parma la vittoria dopo 6 giornate, con 2 gol esterni mai segnati fin qui salutati da 1.240 tifosi festanti al seguito. Paolo Zanetti, invece, si aggrappa al direttore sportivo Sean Sogliano, che l’ha sempre protetto nei momenti difficili (la proprietà americana stavolta cosa farà?), perché il Verona, fischiatissimo, ora è nei guai, oltretutto con i precedenti terribili perché senza successi dopo 12 giornate come nel 1989-1990 e 2015-2016 quando retrocesse in B. Il tecnico spagnolo si gode il portiere Corvi all’esordio in A, dopo l’infortunio di Suzuki, e Pellegrino in cattedra per la seconda doppietta (dopo quella al Torino). Imbarazzi Hellas: Giovane acciuffa l’1-1 ma fa infuriare i tifosi con il retropassaggio-assist a Pellegrino che sfodera il pallonetto dell’1-2. Rimpianti scaligeri per l’ottimo avvio con gol di Orban all’8’ (annullato per fuorigioco di Bradaric), poi Pellegrino (già nel mirino delle big) è lesto sulla traversa di Sorensen. Nel momento migliore dei ducali, la caparbietà del neo entrato Mosquera e l’amnesia di Keita, che perde un pallone sanguinoso di cui Giovane approfitta. Ma Pellegrino fa la differenza.
Massimo Boccucci