di Massimo Boccucci
Italia-Spagna. Non la classica del calcio, ma la finale del tennis che oggi alle 15 mette in palio la Coppa Davis, con gli azzurri a caccia della terza insalatiera consecutiva. Alla SuperTennis Arena, allestita alla Fiera di Bologna, di fronte le squadre senza i primi due giocatori al mondo, Alcaraz e Sinner. Il terzo, Zverev, unico top ten presente nelle Final Eight, ce l’ha messa tutta ma invano per tentare di riportare il trofeo in Germania dopo 32 anni.
Decisivo, ieri in semifinale, il punto conquistato dal doppio spagnolo, formato dal campione di Roland Garros e Us Open, il trentanovenne Granollers, e da Pedro Martinez, che quest’anno ha fatto l’en plein in Davis con 6 successi su 6, compreso il singolare. I tedeschi Krawietz e Puetz, sesti nella Race di fine 2025 e con 19 vittorie in 20 incontri di Davis, si sono arresi al terzo set dopo un’ora e 44 minuti di gioco. Granollers e Martinez, già determinanti nei quarti contro la Repubblica Ceca, hanno mostrato maggiore affiatamento e consistenza. La Spagna è così tornata in finale: l’ultima volta, nel 2019, conquistò poi il titolo con un certo Nadal decisivo contro il Canada.
Gli azzurri sono carichi a mille dopo una semifinale andrenalinica premiata anche dagli ascolti record in tv. La spettacolare sfida tra Cobolli e il belga Bergs di venerdì scorso dalle 18.13 alle 21.22, trasmessa in diretta su Rai 1, è stata seguita da 3.040.000 spettatori con il 17,9 per cento di share. La prima sfida tra Berrettini a Collignon ha avuto il 13,7 per cento di share con 1.353.000 spettatori. Segno evidente che il tennis riesce a coinvolgere e ad appassionare sempre di più. Avanti, dunque, con Italia-Spagna. Non del calcio, però. Avrebbe voluto dire proiettarsi al Mondiale. Ma prima tocca arrivarci.