Il Messaggero Umbria 23 novembre 2025

Bellissima, oggi come ieri. L’immagine della perugina Cristina Massetti, radiosa con i suoi 51 anni, non è rimasta ferma al 1995, quando tra la fine di agosto e i primi di settembre si presentò alla finale di Miss Italia, a Salsomaggiore, arrivando sul podio tra le 60 finaliste, con la fascia di Miss Televolto, alle spalle di Anna Valle e Arianna Marchetti. Ha conservato nel tempo tutto il meglio del suo fascino, fino a custodire orgogliosamente nell’album di famiglia lo scenario di Salsomaggiore Terme, la conduzione dell’indimenticabile Fabrizio Frizzi e la presidenza di giuria affidata ad Alberto Tomba la “Bomba” dello sci Tomba, che aveva riportato in Italia la Coppa del Mondo generale vent’anni dopo l’ultimo successo di Gustav Thoni, trofeo che il campione bolognese aggiunse a quelle di specialità vinte sia nello slalom gigante sia nello speciale. 

Chi è oggi Cristina Massetti?

«Una mamma e una moglie felice che porta avanti con orgoglio il suo lavoro. Ho la fortuna di fare l’indossatrice da Luisa Spagnoli, all’interno di questa prestigiosa azienda vanto dell’Umbria. Sono la loro modella di riferimento per la taglia 42. Indosso quasi tutti i giorni a Perugia, dove vengo ogni giorno e mi piace, anche se abito ad Arezzo. Sono rimasta fisicamente più o meno uguale rispetto ad allora. Ho grandi stimoli e mi sento, come dico sempre scherzando, l’amministratore delegato della mia famiglia».

Quanto le è servito nella vita l’esperienza di Miss Italia?

«Parecchio, nel senso che è stato un trampolino per farmi approdare a determinate aziende e marchi, avendo poi lavorato molto per i vari sponsor del concorso che mi hanno cercato e voluto. Mi ha dato un’enorme visibilità che ho potuto mettere a frutto quando sono stata chiamata per certe occasioni di lavoro, scegliendo quel che più mi ritenevo adatto a me. Ho fatto quel che mi piaceva fare, come adesso».

La sua storia come comincia?

«Ero una sedicenne curiosa e attratta da certe opportunità. Avevo fatto dei piccoli concorsi a livello scolastico, il famoso School Days, concorrendo per il mio istituto. Mi ha notato il talent scout Guido Amico, che all’epoca organizzava Miss Teenager a cui ho partecipato, oltre alle prime sfilate per fare pratica. Ho cominciato a lavorare per aziende come Ellesse abbigliamento e Spedoo costumi da bagno, con tantissimi servizi fotografici. L’opportunità di Miss Italia mi ha aperto diverse strade, alcune delle quali in quegli anni non ho voluto percorrere, come la televisione quando mi ha chiamato Frizzi, del quale ricordo ancora adesso tutta la gentilezza e che stimavo tantissimo. Alle proposte televisive ho rinunciato perché studiavo e pensavo di voler fare una famiglia, com’è successo. Non so se, tornando indietro, rifarei le stesse scelte ma non ho rimpianti. Di sicuro sono felicissima della vita con mio marito e due figli meravigliosi, di 18 e 22 anni, ma chissà come sarebbe andata se avessi detto di sì a quelle opportunità. Sono stata fortunata a lavorare per una decina di stagioni per Brunello Cucinelli, con il quale ho viaggiato a Dusseldorf, Monaco e New York, in un’esperienza speciale, oltre agli incarichi professionali a Milano. Ho girato abbastanza».

Cosa ricorda di quella magica avventura del 1995?

«L’emozione, che è stata fortissima, e l’affetto delle persone quando sono tornata a casa ricevendo tanto calore e supporto. Oltre a quel gran signore di Frizzi che manca a tutti per le capacità e le qualità personali».

Eravate due gocce d’acqua con Valeria Marini?

«In effetti lo sentivo dire. Ma non era una cosa voluta e in fondo non ci ho mai pensato».

Il concorso oggi è cambiato?

«Sì, lo è. Ha perso larga parte della sua importanza e dell’appeal. Quando ho partecipato io, si andava in diretta per più serate su Rai Uno con ascolti altissimi e dovunque andavi se ne parlava, non soltanto d’estate. Ora non è più così e in sostanza c’è rimasto solo il nome».

A una giovane consiglierebbe di partecipare?

«Certamente, questa esperienza l’ho sempre considerata importante e la consiglio per mettersi in gioco e confrontarsi con altre ragazze. Non mi aspettavo il risultato che è venuto e penso che pure non vincere ti fa crescere, perché anche da lì si impara».

L’Umbria ha raggiunto le vette con lei, Letizia Filippi, Livia Galeotti e Barbara Gabarrini: oltre alla bellezza c’era tanto di più?

«Eravamo genuine, naturali, molto professionali e rispettose. La genuinità faceva la differenza».

Si aspettava la brillante carriera di Anna Valle?

«Non mi ha sorpreso, era molto determinata e ambiziosa, estremamente decisa nell’inseguire i suoi sogni e le aspirazioni. Sapeva dove voleva arrivare, le piaceva fare l’attrice e lo diceva fin da quando eravamo al concorso. Si è impegnata per raggiungere i suoi obiettivi e la seguo sempre con piacere perché è veramente brava».

Massimo Boccucci