Intervista esclusiva con Davide Dionigi, allenatore della Reggiana
di Massimo Boccucci
Davide Dionigi, fa la pagella alla Reggiana?
«Oggi è da 7 pieno. Siamo in linea con il progetto e la classifica ci premia, sapendo l’emergenza che ci ha condizionato, con ragazzi adattati in certi casi. Ci siamo meritati tutto, ma la Serie B è lunga».
Se le avessero prospettato 16 punti dopo 12 giornate, con l’8° posto in classifica, avrebbe firmato?
«Avrei firmato col sangue. Ricordiamo i piani iniziali: giocare con i giovani, avere ragazzi di proprietà da valorizzare, un budget più basso dopo aver fatto qualcosa di grande come la salvezza. Abbiamo perso in estate degli elementi importanti, ma ho sposato la causa societaria e raccogliamo bene».
Sta facendo un altro miracolo dopo la salvezza di rimonta subentrando a 7 giornate dalla fine?
«Il miracolo vero è stato la stagione scorsa, stavolta si parla di costruzione e io lavoro per quello. Lavoriamo in sintonia con la società e il direttore Fracchiolla, abbiamo concluse le partite anche con 6 under e giocato con 4-5. Il rischio di qualche errore va preventivato, pur consapevoli che nel calcio si guarda il risultato. La squadra ha ottenuto buoni punti e potevano essere di più».
Ora pensate ai playoff?
«No, ho una certa esperienza accumulata. Non si può prescindere dall’umiltà di salvarsi prima possibile. Poi col lavoro si può ambire a qualcosa di più, ma in un percorso».
Un bene la sosta dopo un punto in 2 gare?
«Ad Avellino avremmo meritato di più, con errori nel finale, mentre nell’ultimo 0-0 abbiamo trovato l’Entella in salute. Le gare in B non sono mai semplici. La pausa ci fa recuperare qualcuno e rifiatare un po’».
Vi siete specializzati in rimonte (5): capacità di reazione?
«Dal ritiro a oggi non è stato mai sbagliato l’atteggiamento. Siamo andati male solo nel 1° tempo a Bolzano. La squadra si sacrifica, corre e lotta».
Il derby vinto col Modena è stato un esame di maturità?
«Sì, è stata una partita condotta con intelligenza. Diversamente l’avremmo persa. Siamo gli unici ad averli battuti, la loro classifica è meritata».
A segno con 9 giocatori diversi per 18 gol.
«Stiamo valorizzando il reparto offensivo. Non ci sono giocatori con grossi numeri in carriera e non dico come potenziale. I gol potevano essere di più. Tutti nel reparto offensivo hanno segnato e da ex attaccante mi fa piacere».
Quanti margini di crescita?
«Stiamo già performando tanto, ma ho tanti giovani che possono crescere. Ho anche i ragazzi affermati ed esperti che vogliono imparare. Questo mi fa ben sperare».
Portanova un leader?
«Manolo sta trovando la maturità mentale e di uomo, è di aiuto agli altri. Questo può essere l’anno della consacrazione. Se razionalizza l’aspetto tattico, può andare oltre».
Il portiere Motta con l’Under 21 è una soddisfazione?
«Sì. Se i nostri giovani continuano così, potrà esserci l’azzurro anche per altri. Lui è titolare dopo che l’anno scorso ha fatto qualche presenza e veniva dalla Primavera. Edoardo, classe 2005, risponde bene e non soffre le pressioni. A volte temo di andargli a parlare perché preferisco lasciarlo sereno».
Ci parla del difensore Bonetti che conta 10 presenze e viene dalla D?
«Mi hanno chiesto di guardarlo in ritiro, giocava in D. Ha fatto le amichevoli e l’ho voluto per valutarlo fino a gennaio. Ha esordito e ha bruciato le tappe. È motivo d’orgoglio perché è reggiano come me».
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