di Massimo Boccucci
REGGIO EMILIA – Ha fatto la sua parte Nemanja Matic, il grande ex col dente avvelenato. Non si aspettava, probabilmente, di incrociare continuamente Cristante, fatto salire da Gasperini pressoché sistematicamente dalle sue parti per fare gioco e anche per togliergli la scena, riducendone il raggio di azione e frenando al contempo una fonte importante del gioco neroverde. Matic in questo Sassuolo è l’esperienza al servizio dell’intelligenza: magari a 37 anni non puoi aspettarti lo sprint pallone su pallone, però la forma e la sostanza ce le mette facendo affidamento su un bagaglio inesauribile. Per questo Fabio Grosso lo mette sul piedistallo, elogiandolo a ogni occasione (e pure stavolta) tenendo conto di quanto può dare per far crescere i giovani che ci sono nella squadra.
NESSUNA SORPRESA. «Sapevamo che qualcuno si sarebbe alzato per gravitare nella sua zona – ha spiegato il tecnico -, e quando ho visto la formazione e chi c’era, soprattutto in attacco, ho capito che Cristante avrebbe potuto agire sulla trequarti e quindi su Matic. La Roma ti viene addosso sui riferimenti e, appunto, quando abbiamo visto chi sarebbe sceso in campo dei giallorossi abbiamo pensato a un centrocampista che si sarebbe alzato. Siamo stati bravi a volte, altre volte meno forzando la giocata, ma nell’arco della gara siamo stati dentro la partita e questo è un merito che mi tengo proiettandoci poi sulla prossima sfida».
VALORE AGGIUNTO. La sua prestazione, a cui teneva molto ritrovando la Roma, è stata di sacrificio e di costrutto, sempre pronto a portare la croce per provare a cantare nel rilanciare l’azione dei suoi. Ci teneva e s’è visto, si è soprattutto capito che questo Sassuolo ha bisogno del suo apporto e di quanto riesce a garantire in termini di equilibrio. Ha contribuito anche in questa situazione a far restare la squadra emiliana dentro la partita fino all’ultimo secondo, sperando che potesse uscirci l’episodio giusto per riprenderla. Il peso specifico di Matic non passa inosservato e Grosso lo riconosce facilmente: «Su Nema abbiamo già speso tante parole, è un giocatore forte, di personalità e carisma che ci fa alzare il livello». Il tecnico per primo ha capito che Matic può aiutare a fare la differenza. L’hanno chiamato apposta e convinto a tornare in Italia. Non è cosa da poco.
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