Corriere dello Sport-Stadio 25 ottobre 2025

di Massimo Boccucci

I sentimenti nel calcio contano. Ne sa qualcosa Fabrizio Castori che in Sudtirol-Cesena al Druso oggi vive il suo derby, da condividere con chi in Romagna ha scritto pagine di storia in bianconero, dal vice Riccardo Bocchini al collaboratore tecnico Tommaso Marolda, dai preparatori atletici Carlo Pescosolido e Danilo Chiodi al figlio Marco che fa il match analyst. Fino al fischio d’inizio le emozioni faranno parte del gioco, poi non più. Mister 10 promozioni non si volta indietro, anzi deve vederla dall’alto la partita perché è squalificato, e sa che servono punti dopo i 3 buttati all’ultimo minuto tra la sconfitta con l’Empoli e il pareggio a Pescara.

FATTORE TRASFERTA. Neanche questo Cesena va tanto per il sottile, considerato oltretutto che in trasferta si trova particolarmente a proprio agio avendo vinto 4 volte in 5 gare. L’incrocio va oltre le emozioni e la voglia di salire ancora in classifica prende il sopravvento dopo l’ennesimo colpo in rimonta a La Spezia grazie alla doppietta di Frabotta che diventa osservato speciale. L’allenatore intende cavalcare la tigre e per questo al Druso giocherà le carte migliori, avendo a disposizione anche l’attaccante Olivieri al rientro, come annunciato da Michele Mignani.

UMORI. «Affrontiamo una squadra insidiosa e bene attrezzata come il Cesena – dice Castori -, che ha segnato in tutte le partite e vinto 4 volte fuori casa. È necessario mantenere alta la soglia di attenzione, serviranno inoltre equilibrio e precisione nelle fasi chiave, sfruttando le qualità tecniche del gruppo. L’obiettivo è fare la nostra partita con accortezza e organizzazione». Mignani fa vedere certe differenze: «Quando giochiamo in casa nostra gli avversari sono più coperti, mentre da loro li troviamo più spavaldi. Noi comunque scendiamo in campo sempre per vincere». Sugli oltre 600 tifosi attesi: «La nostra squadra è sensibile all’apporto della tifoseria, la presenza sarà una spinta in più».

STORIA D’AMORE. L’impronta di Castori è sempre rimasta a Cesena, che l’ha chiamato nel 2003 in C1 per andare in B vincendo i playoff. È rimasto la stagione successiva per la salvezza, anche se la lunga squalifica l’ha costretto nel “gabbiotto” della tribuna, col fidato Marino Varnocchi al fianco e Massimo Gadda in panchina. Nell’annata seguente gli spareggi per A persi tra mille rimpianti in semifinale col Torino, a seguire un’altra salvezza e poi una stagione travagliata col cambio di proprietà. Il 1º ottobre 2017 è stato richiamato e, dall’ultimo posto, dopo 7 giornate ha raggiunto la salvezza, rinnovando il contratto senza poter proseguire per il fallimento del club. Ma oggi il passato conterà solo per un attimo!

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