Il Messaggero Umbria 21 ottobre 2025

LA SCELTA

GUBBIO Si va verso l’accorpamento in un’unica diocesi di Gubbio e Città di Castello. È uscito allo scoperto il vescovo Luciano Paolucci Bedini che ne sta parlando apertamente, avendolo peraltro fatto intendere già il 7 maggio 2022 quando ha assunto la guida delle diocesi tifernate dopo la nomina in quella eugubina che risale al 29 settembre 2017. L’unificazione delle due diocesi, che al momento sono distinte con a Gubbio una maggiore operatività del vicario generale don Mirko Orsini, è nelle cose aspettando di sapere soltanto come e quando. Il cinquantasettenne prelato marchigiano, che ieri ha ricordato il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona-Osimo morto a 86 anni e che l’ha ordinato vescovo, ha rivelato che la prospettiva di accorpamento gli è stata indicata a suo tempo da papa Francesco, evidenziando come il riassetto delle diocesi sul territorio nazionale sia legato soprattutto a una questione di numeri tra abitanti e sacerdoti, vista il continuo calo delle vocazioni. L’orizzonte si è avvicinato fin da quando è andato in pensione Domenico Cancian, che da vescovo in Alta Valle del Tevere ha compiuto 75 anni il 6 aprile 2022, e c’è un precedente del 1972 con monsignor Cesare Pagani, vescovo unico dei due territori e ricordato per la presenza soprattutto a Città di Castello. A guidare ora la diocesi unica dell’alta Umbria dovrebbe essere lo stesso Paolucci Bedini, che sembrava destinato ad altri incarichi dopo il primo settennato a Gubbio, com’era stato per un predecessore illustre come il cardinale Ennio Antonelli. Nella diocesi futura dovrebbe restare l’appendice marchigiana di Cantiano, che presenta, lunedì prossimo alle 18 nella sala multimediale del Comune, i lavori di restauro della chiesa collegiata di San Giovanni Battista e il progetto Memoria futura. Il direttore dei lavori è l’architetto eugubino Alessandro Bonci.

Massimo Boccucci