LA STORIA
GUBBIO Un accurato restauro fa tornare a splendere e restituisce alla comunità il paliotto ligneo intagliato e dorato raffigurante l’incontro tra Sant’Ubaldo e l’imperatore Federico Barbarossa. L’opera, di autore ignoto e databile agli inizi del 1700, sarà esposta in modo permanente presso il museo raccolta delle Memorie Ubaldiane nella basilica sul monte Ingino. Un tempo era parte dell’altare della cappella palatina nel palazzo dei Consoli e l’opera è sempre stata considerata come una raffinata testimonianza della devozione eugubina per il patrono. Il restauro verrà illustrato, con la relativa collocazione, sabato prossimo, alle ore 11.30, nella basilica di Sant’Ubaldo. Nella scena scolpita sono rappresentati i due protagonisti – il vescovo e l’imperatore – circondati dai rispettivi seguiti, militare per Federico Barbarossa ed ecclesiastico per Sant’Ubaldo. In alto, due angeli sovrastano la composizione: uno indica il santo, quasi a sottolinearne la protezione e l’ispirazione divina. Sullo sfondo si riconosce la città, mentre in basso è inciso lo stemma dei conti Butelli, probabili committenti dell’opera. Il restauro del paliotto, realizzato dalla ditta locale Ikuvium Rc, è stato reso possibile grazie ai proventi della vendita del volume “Sant’Ubaldo, Santo della Riconciliazione”, scritto da Antonio e Giancarlo Sollevanti, Paolo Salciarini e Marcella Marcelli, e al contributo del Centro sociale San Pietro e dell’azienda eugubina Redil Srl. La sinergia ha permesso di restituire un’opera che, come la tela di Ciro Ferri di recente restaurata e collocata nella chiesa di Madonna del Prato, ricorda l’incontro tra il santo e l’Imperatore.
Massimo Boccucci