Intervista esclusiva con Jalen Blesa, attaccante spagnolo del Cesena
di Massimo Boccucci
Ci ha messo poco a farsi scoprire e apprezzare Jalen Blesa, se non altro per aver giocato titolare e segnato dopo mezz’ora il 1° gol del campionato. Questo ragazzo ha i numeri e il girovagare per l’Europa l’ha portato a Cesena circondato da tanta curiosità. L’attaccante spagnolo ha bruciato le tappe, trovando anche 4 presenze tra Champions ed Europa League. In Romagna si è presentato per allenarsi con il gruppo e guadagnarsi sul campo il contratto fino a giugno con opzione di rinnovo, infilando a oggi 7 presenze con 596’ giocati e 2 gol.
Blesa, cos’ha capito della B?
«C’è tanto equilibrio con buone squadre. La competitività è alta, le partite sono combattute dal primo all’ultimo».
Il bello e il difficile?
«L’equilibrio e la competitività spingono a fare sempre meglio, a cercare qualcosa in più durante la settimana per mettere in difficoltà l’avversario e portare a casa i punti».
Pesano le ultime 2 sconfitte?
«Perdere fa parte del percorso di una stagione. Sono utili per capire gli aspetti su cui dobbiamo migliorare. Siamo concentrati sulla crescita del gruppo e come interpretare al meglio le prossime sfide».
Si trova bene in Italia?
«Sì, l’adattamento non è stato difficile. Sono un ragazzo che ha viaggiato molto, sono abituato ad ambientarmi rapidamente in una nuova realtà. Inoltre, questo è un Paese molto simile alla Spagna da dove vengo: stessa empatia con le persone e i luoghi».
Com’è arrivata l’opportunità Cesena?
«Dopo le esperienze in Romania e Georgia, dove ho messo assieme delle buone prestazioni, stavo valutando le opzioni con il mio agente. Avevo ricevuto molte richieste dall’estero. Ma sentivo che era giunto il momento di venire in Italia. Abbiamo parlato con il direttore Fusco con le sensazioni positive sul Cesena».
Esordio a Pescara con gol dopo 31’ e vittoria: più facile del previsto?
«Sono stato contento per la bella partenza. Costruire un gol non è mai facile, dietro quell’azione c’è molto lavoro di squadra, movimenti con e senza palla, un’intesa affinata nelle settimane di allenamento. Poi la conclusione dell’azione sembra facile, ma è il risultato di un movimento di squadra perfettamente orchestrato».
Cosa le piace di più del Cesena?
«Metto davanti a tutto lo spirito di squadra e il sostegno dei tifosi. La tifoseria ha un’identità».
Siete competitivi per la promozione in A?
«Il campionato è molto competitivo e non ci sono partite scontate, bisogna lottare su ogni pallone. Noi pensiamo a una partita alla volta. L’obiettivo è vincere la prossima».
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