Il Messaggero Umbria 7 ottobre 2025

IL CASO

GUBBIO Si è riaperto uno spiraglio sul progetto per la nuova strada statale della Contessa, bretella fondamentale di collegamento verso l’entroterra marchigiano e la riviera di March e Romagna. L’ammodernamento della direttrice Fano-Gubbio-Roma è stato ripreso dalla politica, con l’intervento dell’europarlamentare pesarese Matteo Ricci del Pd che ha rilanciato l’esigenza dell’intervento strutturale di cui si parla da vent’anni. I lavori di sistemazione eseguiti da Anas in questi anni, compreso il nuovo viadotto all’altezza della galleria, non hanno cambiato la strutturazione di un tracciato inadeguato che nei decenni si ritrova a non reggere più la mole di traffico, soprattutto di mezzi pesanti. Per questo il progetto che risale al 2005 viene ritenuto ancora oggi essenziale per il rilancio economico industriale dei territori di Umbria e Marche. Segnali sono stati lanciati verso l’amministrazione comunale di Vittorio Fiorucci, esortato a prendere l’iniziativa di aprire un percorso interregionale sul futuro della Contessa e anche della Flaminia.

Il progetto della nuova statale numero 452, commissionato nel 2005 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e costato 430 mila euro, è riassunto in sette tavole grafiche realizzate dallo Studio Rpa, specializzato in ingegneria applicata alle infrastrutture. Prevede una radicale trasformazione poco oltre la rotatoria di Madonna del Ponte con una galleria di 800 metri, un viadotto e una seconda galleria di 4,2 chilometri in uscita prima di San Bartolomeo. Prevista, inoltre, la realizzazione di una galleria pedonale parallela di emergenza. Il nuovo tracciato esclude la galleria in quota per la realizzazione circa 6 metri sopra il livello della cava di Vispi, con la terza galleria di 700 metri all’altezza dello svincolo per la frazione di Tranquillo, nel Comune di Cantiano. Un tracciato quasi completamente dritto, a scorrimento veloce e con un’ampiezza di carreggiate di 11 metri. Riparte la spinta per varare il progetto esecutivo con la previsione di sondaggi geologici e lo studio della quantità di ferro e cemento necessari, con il coinvolgimento della stessa Fondazione Carisp, e i costi di realizzazione (circa 450 milioni per tre anni di lavori) attraverso risorse di Stato, Regione e Anas.

Massimo Boccucci