Il Messaggero nazionale 5 ottobre 2025

PARMA 0

LECCE 1

PARMA (3-5-2): Suzuki 5; Delprato 6, Circati 6, Ndiaye 6; Britschgi 6 (1’ st Almqvist 5), Bernabé 6 (39’ st Estevez ng), Keita 6, Sorensen 5,5 (22’ st Benedyczak 5), Valeri 6 (26’ pt Lovik 6, 39’ st Djuric ng); Cutrone 5, Pellegrino 5. In panchina: Corvi, Rinaldi, Troilo, Trabucchi, Ordonez, Plicco, Begic. All.: Cuesta 5

LECCE (4-3-3): Falcone 6,5; Veiga 6, Gaspar 6,5, Tiago 6,5, Gallo 6,5; Coulibaly 6 (43’ st Kaba ng), Ramadani 6,5, Berisha 6,5 (43’ st Ndaba ng); Pierotti 5,5, Stulic 5,5 (31’ st Camarda 5,5), Sottil 7 (23’ st Banda 5,5). In panchina: Fruchtl, Samooja, Siebert, Kouassi, Sala, Helgason, Kovac, N’Dri. Allenatore: Di Francesco 7

Arbitro: Doveri 6

Rete: 38’ pt Sottil.

Note: ammoniti Ndiaye, Banda. Angoli: 9-4 per il Lecce. Spettatori: 19.580

Eusebio Di Francesco aveva detto che «per l’età che ha, Carlos Cuesta potrebbe essere mio figlio». In effetti è così (56 anni l’uno, 30 l’altro), e ci sta pure che un figlio non faccia un dispetto al padre a caccia della prima vittoria in questo campionato, che a Parma il Lecce ottiene fin troppo facilmente, prendendo ossigeno puro che vale l’aggancio in classifica. Il Tardini stavolta tradisce i ducali, imbattuti in 7 gare su 8 prima di questa, con l’ultimo 2-1 sul Torino per sbloccarsi quest’anno. Però, coi salentini hanno perso 3 delle ultime 5 gare, compreso l’1-3 del gennaio scorso.

DELUSIONE

Il Parma ha deluso presentandosi distratto, svagato e poco incisivo, così è bastato al 38’ un tranquillo cross (più che tiro) di Sottil (non segnava dal 29 dicembre 2024, gol del 2-2 con la Juve a Torino), sul quale Suzuki sbaglia la lettura, lasciando al primo tempo soltanto le conclusioni in avvio di Bernabé e Britschgi in zona pausa.

Troppo poco pensare di buttare avanti pallone cercando lo stacco di Pellegrino perché là dietro il Lecce si fa trovare preparato nelle contromisure. Di Francesco chiede e ottiene dai suoi di non limitarsi a contenere ma di giocarsela. Cuesta prova con l’ex Almqvist ma nulla cambia, stessa cosa quando inserisce gli altri attaccanti Benedyczak e Juric, con l’unico rimpianto al 92’ quando Delprato va di testa e Falcone alza sopra la traversa.

Massimo Boccucci