Il Messaggero Umbria 2 ottobre 2025

IL CASO

GUBBIO Non disturbate i cinghiali in libera uscita, che si fanno trovare senza freni inibitori a passeggio quasi mai da soli, spesso in coppia e anche con prole al seguito. Li trovate sempre più spinti nei centri abitati, fin nelle vie principali e nei vicoli. Come sta succedendo a Gubbio ormai da tempo e negli ultimi due giorni a spasso in luoghi densamente abitati e molto transitati. Si susseguono le segnalazioni, miste a timori e appelli perché si faccia qualcosa.

Gli ungulati si sono fatti vedere e immortalare a notte fonda nella zona di San Pietro, scendendo verso via della Piaggiola dove c’è l’ex mattatoio comunale diventato un rudere e fino alla Vittorina con il centro commerciali sottostante. Si sono fatti vedere anche in viale Don Giovanni Minzoni che fiancheggia l’Edificio Scolastico, riferimento cittadino della scuola primaria. Rovistano dove possono, fanno anche rumore nel cuore della notte svegliando famiglie e creando apprensione nel dubbio se siano ladri in azione. Scendono dalla collina alle spalle della città o risalgono dalla campagna lungo la pianura a sud, est e ovest.

Non è mai stato un fenomeno significativo e preoccupante come invece sta diventando, nel timore che possano succedere episodi spiacevoli, tenuto conto oltretutto che si tratta di specie protetta e dunque risolvere la faccenda in proprio non è proprio il caso. I cinghiali sono diventati un problema perché la presenza è ingombrante, in tutti i sensi. In molti casi sono esemplari grossi, che da vicino spaventano, e che sembrano non aver paura di nessuno. Vanno per la propria strada tra chi si spaventa e prova ad allontanarsi, prendendo pure qualche rischio come quando ci si imbatte nei lupi che prendono di mira alcune zone del centro cittadino.

C’è chi fotografa i cinghiali a spasso, per poi postarne le immagini sui social e commentare, lanciando l’allarme tra il sarcastico e il divertito nel denunciare senza tanti complimenti la libertà estrema di cui questi animali godono nel muoversi in città.

Non si era, in passato, mai usciti da alcuni tratti precisi: parco Ranghiasci, l’area delle mura a San Martino e Sant’Agostino, con qualche blitz anche in corso Garibaldi. Adesso i cinghiali hanno imparato a muoversi praticamente ovunque, senza mettersi limiti né barriere. Non era mai capitato di vederli a San Pietro, poi in una notte eccoli muoversi sulla carreggiata e tra le auto. Imbattersi potrebbe essere pericoloso, sia alla guida di un’auto perché vederseli sbucare all’improvviso può portare a un impatto violento e sia camminando magari per rientrare a casa. Per questo c’è chi si sfoga, soprattutto su Facebook, rilanciando la situazione e le preoccupazioni tra la curiosità di vedere i cinghiali scorrazzare in lungo e in largo, sprezzanti del pericolo forse perché anche consapevoli di avere una stazza che li protegge.

Massimo Boccucci