LA STORIA
GUBBIO Un’edicola votiva dedicata al Sacro Cuore, incastonata nel centro storico tra i muri di via Baldassini. I residenti delle vie limitrofe e tanti altri eugubini hanno atteso l’attivazione del cantiere da quando, nel giugno scorso, è stata aperta la raccolta fondi per vedere avviati quanto prima i lavori di ristrutturazione. L’edicola è in laterizio che simula un edificio a pianta centrale e di forma ottagonale, con copertura a cupola in mattoni intonacati, e si compone di due parti con una base delimitata da due cornici marcapiano in pietra arenaria. Nella parte superiore il coronamento a cupola è preceduto da una larga cornice marcapiano in laterizio. La parte superiore dell’edicola è contraddistinta da una larga apertura centinata con infisso in ferro e vetro, che lascia intravedere l’interno del piccolo edificio dov’è presente la statua del Cristo nella raffigurazione del Sacro Cuore di Gesù. «È grazie alla perseveranza – spiega Elisa Neri che vive in zona – e all’impegno di Orietta Migliarini Colaiacovo, Beatrice Minelli, Rosella Bei e Matteo Castellani se siamo arrivati fin qui, grazie alle donazioni di tantissime famiglie se abbiamo potuto far partire il restauro e accedere all’Art Bonus statale, tramite regolare pratica che passa dal Comune. Speriamo di organizzare presto la cerimonia d’inaugurazione e intanto stiamo lavorando ad altre migliorie per mantenere e restituire una delle vie più belle del centro storico a tutti». Rappresenta un pezzo dell’identità eugubina che stava andando in malora senza alcun intervento pubblico. Per questo è partita la mobilitazione dei residenti che hanno costituito un comitato spontaneo, riuscendo a sensibilizzare anche chi non vive in quella zona attraverso il passaparola, i social e alcune iniziative. L’edicola risale al 1945 ed è sempre stata ornata di fiori e candele. La devozione non è stata considerata solo un atto spirituale, ma un gesto collettivo di appartenenza. Negli ultimi anni, però, è andata incontro a un progressivo degrado tra l’intonaco cadente e la pittura scolorita, le lesioni strutturali e il rischio di un crollo. L’intervento appena cominciato, affidato a restauratori specializzati in beni culturali, prevede il recupero filologico dell’apparato pittorico del Sacro Cuore, la pulitura e il consolidamento delle superfici murarie, e il ripristino della teca protettiva in vetro che risulta danneggiata. Non si tratta di un rifacimento moderno, ma di un lavoro rispettoso della materia originale per farla tornare all’antico splendore. Particolare attenzione verrà riservata anche all’illuminazione e alla protezione dalle intemperie, per garantire la resistenza del restauro nel tempo. In via Baldassini non c’è un caso isolato: a Gubbio, infatti, molte altre edicole votive si trovano in stato di abbandono.
Massimo Boccucci